"il dizionario di sociologia" propone spiegazioni e chiavi interpretative dei comportamenti sociali, individuali e collettivi delle societa` contemporanee che i lettori non mancheranno di trovare sorprendentemente attuali. la struttura dei rimandi e dei collegamenti interni tra le voci rende possibile utilizzare l`opera non solo come testo di riferimento, ma anche come un trattato organico che tiene conto dei mutamenti che maggiormente hanno influito sui processi sociali e culturali, specie nell`ambito del lavoro, delle organizzazioni, delle comunicazioni di massa, della attuale globalizzazione dei processi produttivi e piu` in generale del mondo.
"in tutti i libri dove il frammento e` sovrano, verita` e ubbie si susseguono da un capo all`altro. ma come distinguerle, come sapere che cosa e` convincimento e che cosa e` capriccio? un`affermazione, frutto del momento, ne precede o ne segue un`altra che, compagna di tutta una vita, si eleva alla dignita` di ossessione. spetta dunque al lettore discernere, perche` non di rado l`autore esita a pronunciarsi. in "confessioni e anatemi", sequela di perplessita`, si troveranno interrogativi ma nessuna risposta. del resto, quale risposta? se ce ne fosse una la si conoscerebbe, con buona pace del devoto dello stupore". queste le parole con cui lo stesso cioran presentava, nel 1987, quello che sarebbe stato l`ultimo suo libro pubblicato in vita, una raccolta di aforismi.
messa insieme a poco piu` di trent`anni, questa raccolta di racconti fu sul punto di essere pubblicata nel 1946 ma il progetto ando` in fumo all`ultimo momento. anche se e` stata pubblicata soltanto postuma, e` a tutti gli effetti l`esordio letterario di cortazar. un esordio sotto il segno di edgar allan poe, autore amatissimo, e delle atmosfere paranormali. gia` inserita all`interno del volume "i racconti", per la prima volta viene finalmente proposta anche in italia come libro a se`. sono racconti che mostrano gia` molto bene le doti di chi era destinato a diventare il maestro della letteratura fantastica.
la storia millenaria del mediterraneo raccontata per quella che e: una grande epopea umana. dai neanderthal alle misteriose civilta dell?eta del bronzo, dagli imperi in guerra fino al mare di oggi, e qui che decidiamo chi diventare. per gran parte della storia umana il mare ha suscitato una sensazione precisa: la paura. persino in un posto come il mediterraneo centrale, dove europa e africa si guardano a poca distanza. la storia di questo pezzo di mondo, di un mare che puo essere un ponte ma anche una barriera invalicabile, dice molto di noi. dagli uomini preistorici che dalle sue sponde osservavano quelle acque oscure e minacciose senza mai trovare il coraggio di attraversarle, alle popolazioni che per prime intagliarono un tronco e lo misero in acqua; dai mercanti di ossidiana e i loro riti perduti, alle misteriose civilta dell?eta del bronzo; e ancora: le conquiste degli imperi, le scorribande dei pirati, i flussi migratori che da nord andavano verso sud, come gli italiani che furono spediti in libia dal regime fascista, o quelli che da sud vanno verso nord, come le migliaia di persone che oggi si affidano a traversate rischiosissime in cerca di una nuova vita o anche solo della sopravvivenza. luca misculin fa un vero e proprio carotaggio storico, raccontando la stratificazione di popoli, uomini e miti che si sono succeduti nel corso dei secoli. e allo stesso tempo racconta il mediterraneo di oggi, le sue isole e i suoi porti, i suoi uccelli migratori e i cavi sottomarini che lo attraversano, i suoi luoghi piu inaccessibili, come basi militari abbandonate o piattaforme petrolifere. muovendosi fra le coste libiche e tunisine, pantelleria e linosa fino a lampedusa, misculin ci fa conoscere un mare tutt?altro che "nostrum", mostrandoci il mediterraneo come fosse la prima volta, con tutte le sue contraddizioni, la sua severa spietatezza, la sua straordinaria profondita storica e umana.
ottantuno immagini che restituiscono la magia della "hollywood sul tevere", catturata negli anni cinquanta e sessanta da quei fotografi che, dopo "la dolce vita" di federico fellini, vennero chiamati paparazzi. rino barillari, aldo durazzi, marcello geppetti, giuseppe palmas, pierluigi praturlon, carlo riccardi, tazio secchiaroli, elio sorci e tanti altri sono stati protagonisti - insieme alle celebrita che immortalavano - di quell`epoca d`oro. francesco piccolo racconta le loro fotografie con il suo sguardo unico, innamorato e affabulatorio. questo libro raccoglie un`ottantina di fotografie scattate fra gli anni cinquanta e sessanta dai fotoreporter universalmente noti come paparazzi. come ci fa notare francesco piccolo, che per noi le commenta con il suo sguardo unico, innamorato e affabulatorio, i fotoreporter non sono solo gli autori delle foto ma anche alcuni fra i protagonisti delle notti indimenticabili che queste foto documentano. chi l`aveva capito benissimo era federico fellini, che lo racconto nel film che a quella stagione ha dato il nome, "la dolce vita". lo stesso film in cui viene coniato anche il termine con cui questi fotografi sono ormai chiamati in tutto il mondo. mai come in quegli anni a roma, la "hollywood sul tevere", sembra avvenire un cortocircuito, uno sfumare dei confini tra cinema e vita. divi e fotografi si inseguono come guardie e ladri in notti folli e imprevedibili, nel grande gioco della mondanita e del divertimento. non sempre e un gioco innocente: a causa di quegli scatti rubati, gli amori travolgenti delle celebrita finiscono. i fotografi, invece, a volte finiscono all`ospedale. ma la caccia allo scatto rivelatore, il piu vero, non per forza il piu bello, e troppo avvincente. i paparazzi sono disposti a tutto: lunghissime attese, focosi alterchi e pure qualche gelato in faccia. lo scopo e far sognare chi quelle foto le guardera: sui rotocalchi all`epoca, in questo libro oggi. via veneto, poi, in quegli anni e un sogno a cielo aper