la giovane lily, "120 chili di donna", vive sola, dopo che il fidanzato ha annullato il loro matrimonio all`ultimo momento. ha pero` un`amica, ninouch, che ha incontrato nella clinica in cui lavora e da cui e` diventata inseparabile; anche se ninouch ha un fidanzato violento, leon, che spesso non la lascia neppure uscire di casa. e allora una sera lily si trova a dover andare al circo da sola, in taxi; e qui, dopo varie peripezie, incontra il giapponese taro, l`uomo che per primo l`aveva sedotta e gli aveva fatto perdere la verginita`, a bordo di un boeing 737 che sorvolava l`atlantico. e taro, diventato domatore del circo, regala a lily un piccolo cucciolo di tigre; e sara` un regalo che le cambiera` per sempre e inaspettatamente la vita.
tutti i testi originali del repertorio di jim morrison & doors, con la traduzione. (da the crystal ship).
il cinema ha un suo modo di affrontare i tempi piu` difficili, che da sempre consiste nel proporre agli spettatori i piu` facili fra i soggetti possibili. cosi` nella londra degli ultimi anni trenta, mentre tutti si preparano all`inevitabile, un volitivo produttore, chatsworth, ritiene sia il momento giusto per mettere in cantiere un`operetta vagamente mitteleuropea, di quelle che vanno parecchio anche a hollywood nello stesso periodo. chatsworth e` altresi` sicuro che "la violetta del prater" sbanchera` il botteghino, ma a due condizioni: che a dirigerlo sia il piu` talentuoso e paranoide fra i registi immigrati disponibili, friedrich bergmann, e che a scriverlo sia il giovane sceneggiatore piu` brillante su piazza - christopher isherwood. quanto segue e` semplicemente la storia veridica (come il suo doppio narrativo, isherwood prima della guerra aveva effettivamente lavorato alla gaumont) e non resistibile (a volte, si sa, i making of sono cinema allo stato puro) di come un film nasce e si trasforma, e soprattutto di come a ogni giorno di lavorazione rischia, nei modi spesso piu` folli e sgangherati, la catastrofe. per john boorman, questo piccolo gioiello semidocumentario era il piu` bel libro in circolazione sul rapporto fra il cinema immaginario e quello reale; per qualsiasi lettore, sara` quantomeno un`appassionante parafrasi della lapidaria definizione che bergmann, in un momento di franchezza, largisce a christopher: "sa che cos`e` un film? semplice e` una macchina infernale."
il sessantunenne john shade, professore al worthsmith college dell`immaginaria cittadina americana di new wye, sta ultimando un poema in cui i ricordi d`infanzia si mescolano a interrogativi metafisici sull`"osceno, inammissibile abisso" della morte, che incombe ossessivamente sul poeta dopo che la giovane figlia si e` uccisa gettandosi in un lago. tuttavia shade sigla gli ultimi versi del poema con un`ironica ma serena dichiarazione di fiducia: si vive in qualche luogo anche dopo la fine, e l`armonia dell`arte ne costituisce la tacita promessa. a questo punto nel quieto scenario di new wye irrompe, inaspettata, proprio la morte: uno sconosciuto spara a shade in strada, pochi istanti dopo che ha scritto il suo ultimo verso.
dopo la pubblicazione del volumetto "i nonni della repubblica" - che accoglieva i rapidi ritratti di una novantina di membri dell`assemblea costituente, impegnati, tra il 1946 e il 1948, nella stesura della carta costituzionale italiana - giulio andreotti si e` sentito rivolgere garbati rimproveri: alcuni (pochi) sopravvissuti e molti amici, concittadini ed eredi di padri costituenti, assenti nella prima raccolta, hanno protestato per remissione. per questo andreotti ha scritto una seconda serie di medaglioni, dedicati ad altri cento "nonni", tra i quali nomi di prima grandezza come luigi einaudi, amintore fanfani, nilde iotti e palmiro togliatti.
grazie a ricerche su materiali d`archivio e all`esame della produzione artistica del tempo, romano ricostruisce la fitta rete di relazioni che legavano patrizi e popolani e con essa l`immagine di una cultura e di una societa` fortemente coese, in cui i rapporti non sono definiti da una appartenenza di classe o fazione, ma da un profondo senso della comunita` civica.
tertulliano, cipriano, lattanzio, sant`ambrogio, sant`agostino, le rinascite dell`italia ostrogota e della spagna visigota, infine la fioritura della letteratura irlandese e inglese: e` questo, a cavallo fra il secondo e l`ottavo secolo, il tracciato disegnato dal testo di fontaine, che per ogni autore espone il contenuto delle opere, collocandole nel relativo contesto storico e letterario e mettendo in luce la doppia appartenenza di questi autori che, se per un verso fondano la tradizione cristiana, condividono con quella pagana lo stesso mezzo letterario.
presente da quasi un secolo su tutti i giornali del mondo, assente da qualsiasi storia del giornalismo, del costume, della lingua, il cruciverba e` l`inavvertito elefante che siede nel salotto della comunicazione del novecento. molti lo ritengono piu` antico di quello che e`: eppure non poteva che nascere nella new york degli anni dieci, contemporaneamente a tutto cio` che ha costituito l`orizzonte del moderno, dalla catena di montaggio al cubismo, dal giornalismo dei reportage alla musica jazz. vuoto, il cruciverba e` una griglia ortogonale di caselle; pieno, e` un caleidoscopio alfabetico in cui si frammentano e si ricompongono le parole della lingua e i nomi del mondo, dando la possibilita` ai lettori di verificare le proprie conoscenze in una sfida con se stessi, circoscritta a una percorrenza in metropolitana o a una sosta in poltrona durante il weekend. la storia del cruciverba e` un romanzo. i suoi personaggi sono tutti straordinariamente eccentrici (e apparentemente tutti "normali"), i suoi dialoghi collegano definizioni indiziarie e soluzioni congetturali, la sua ambientazione e` la metropoli, con i suoi giornali, i suoi grattacieli, i suoi mezzi di trasporto.
l`astuzia, la violenza, la malinconia e l`egoismo. con toni ironici e taglienti il grande poeta dialettale fustiga con la sua satira le costanti della natura umana. una significativa raccolta tratta dalla vasta produzione di un autore famoso per la sua rappresentazione polemica e pungente della societa`.
OrionBooks, 2014, UK. Jim Morrison morì nel 1971 a Parigi ma non in una vasca da bagno. Gli altri Doors erano tristi e scioccati ma l'avevano già licenziato e mandato via. Non è stato Jim a scrivere i successi dei Doors, fu il chitarrista Robbie Krieger. Non era Jim a prevedere un brillante futuro per la band ma il tastierista Ray Manzarek. E di sicuro non è stato il batterista John Densmore ad essere arrestato per aver causato una rissa al concerto di Miami, era Jim. Con questa biografia, l'autore intende far luce su questi fatti e altri ancora delineando la storia dei Doors e del clima culturale in cui sbocciarono nella Los Angeles di fine anni '60. in inglese.