benjamin, giovane ebreo russo, nel 1916 parte dal suo villaggio per compiere, su incarico di trotzkij, una missione a praga. perde pero` le istruzioni e, sforzandosi di ricostruirle a memoria, si ritrova per errore a casa di franz kafka il quale, scambiandolo per l`editore di una rivista letteraria, gli affida un breve manoscritto. tra equivoci e peripezie l`azione si sposta nel brasile del colpo di stato del `64 dove l`inedito di kafka, considerato un messaggio in codice di inaudita gravita`, contribuira` a salvare una vita... riunioni segrete, intrighi e tentativi di decifrazione per una storia tragicomica sui temi dell`identita` ebraica, dello sradicamento e della militanza politica.
le cinquanta poesie de "il talco sotto le ballerine" di sebastiano grasso nascono al seguito di un vero e proprio canzoniere, una trilogia cominciata nel 2000 da "il tuo pube nero beffera` la morte", proseguita nel 2002 da "sul monte di venere", e poi da "la preghiera di una vergine", uscita nel 2004. ma queste nuove poesie, scrive ezio raimondi nel saggio introduttivo, "non costituiscono ne` una vera appendice, ne` una vera conclusione del lavoro precedente. la nuova raccolta continua il movimento di quella medesima scrittura ma parla anche per se`. bisognerebbe leggerla come il grande episodio di una storia che per certi versi si allontana dai luoghi delle poesie precedenti mentre per altri ne continua il discorso profondo".
"le "memorie di luigi xiv per l`istruzione del delfino" non sono autografe, ma sono state redatte tra il 1666 e il 1671 da due segretari, pe`rigny e pellisson, in composizioni successive, costantemente riviste dal re. si puo` dire che luigi xiv abbia concepito il progetto di scrivere le sue memorie fin dall`inizio del suo governo, dopo la morte del cardinal mazzarino. [...] ogni contributo alla conoscenza del pensiero e della personalita` di un grande sovrano, come quello che regno` nell`epoca che voltaire chiamava "il secolo piu` illuminato della storia", e` prezioso; e questo corpo d`istruzioni politiche, non destinato al pubblico, ma all`educazione di un fanciullo che all`inizio dell`opera aveva cinque anni [...], si configura al primo sguardo, al di la` dell`intenzione esterna, come un rendiconto delle proprie azioni a se stesso e una chiarificazione delle proprie idee. e l`autore stesso ad affermare che l`esposizione ordinata dei propri pensieri lo aiuta a perfezionarli. si puo` dire che il giovane sovrano, soffermandosi nel corso di cinque anni, dal 1666 al 1671, su princi`pi politici che non erano astratti, ma che egli aveva immediatamente sperimentato nei casi concreti, abbia piuttosto completato la propria educazione. in questa luce, la cronaca delle sue prime esperienze di governo personale, cosi` piene di successi, assume un particolare interesse." (dallo scritto di gigliola pasquinelli)
"il maestro entra e avanza verso il centro del palcoscenico dove spicca la sagoma lucida e scura del pianoforte. la sala e` gremita, il contatto fisico fra gli spettatori puo` raggiungere livelli fastidiosi, fa caldo, ogni scricchiolio di sedia e ogni starnuto sono colpi mortali inferri alla ricerca di concentrazione. nell`aria c`e` grande tensione, il maestro possiede molto carisma, tra lui e il pubblico si stabilisce il feeling, inizia la performance. sentimento di attesa per le prestazioni virtuose, sentimento di meraviglia: in fondo lui sfida l`impossibile, rischia continuamente l`errore, in quell`atmosfera circense fa la figura di un clown divino".
in una calda sera di primavera del 1942 una sensuale ventiquattrenne, dopo aver inutilmente aspettato la telefonata del suo uomo del momento, lascia la sua stanza d`albergo e si butta per le vie del village, depressa. e piena di debiti ma gira in taxi, va a letto all`alba ma lavora fino al tramonto, e affronta una mondanita` sfrenata con il solo corredo di "completini lisi e infeltriti". sotto la scorza cinica e dissoluta conserva una polpa romantica, perche` non ha smesso di cercare l`amore. ma dentro la polpa romantica nasconde un nocciolo pragmatico, perche` continua a desiderare il matrimonio e la famiglia. come e` arrivata letty fox a questo punto della sua vita?
l`episodio del ratto delle sabine ha affascinato molti pittori, non altrettanti scrittori e studiosi. per lo piu`, lo si incontra nel vigoroso racconto di tito livio e finisce per diventare un remoto ricordo scolastico. ma per un giurista quella leggenda e` una vera sfida. intrecciato in una sequenza di astuzie e sopraffazioni non e` solo, infatti, quell`episodio, ma tutto il periodo delle origini romane. e roma significa una civilita` il cui apporto fondamentale fu il dispiegarsi di un`immensa potenza e insieme la fondazione di almeno due parole: legge e stato. tanto basta per far intendere come un noto giurista abbia voluto ripercorrere questa storia ricercando i primi passi di una civilta` del diritto.
siamo negli anni fra le due guerre e le travagliate vicende coinvolgono una famiglia cosi` misera che puo` guardare dal basso la poverta`, fra un padre perennemente ebbro e vociferante contro il mondo, gli inglesi e i protestanti, e una madre che sbrigativamente trascina la sua tribu` verso la sopravvivenza. tutto ci arriva attraverso gli occhi e la voce del protagonista mentre vive le sue avventure. questo ragazzino indistruttibile, sfrontato, refrattario a ogni sentimentalismo, implacabile osservatore crea con le sue parole un prodigio di comicita` e vitalita` contagiose, dove tutte le atrocita` diventano episodi e apparizioni di un viaggio battuto dal vento verso la terra promessa.
caro lettore, in questo libro ci sono dieci racconti di gianni rodari. parlano, fra le altre cose, della forza e della debolezza: la forza, o il potere, della ricchezza, della magia, dell` amicizia, o la debolezza di chi non ha il potere, di chi e` considerato diverso, di chi e` solo. ma come vedrai, accade una cosa strana: nel libro ci sono dieci racconti, e trenta finali... eta` di lettura: da 7 anni.
i luoghi di transito, come gli aeroporti, o di spensierato relax, come hotel e villaggi di vacanze, stanno diventando facile obiettivo di una violenza che spaventa, ma che ci si ostina a non capire. sempre piu` spesso ne sono vittima innocenti turisti, in quanto "ambasciatori" di un`antipatica societa` opulenta. dopo i cannibali e i briganti, i terroristi: la paura del rischio ha prodotto e sta generando un turismo sorvegliato e militarizzato. inseguendo e smascherando la logica del controllo della mobilita`, questo ragionamento antropologico sul "corpo andante" spazia dall`antica persecuzione dei vagabondi agli scenari immaginati dalla fantascienza, avanzando al tempo stesso una critica delle vacanze blindate e dell`ossessione per la sicurezza.
"scrivere un romanzo e` intraprendere un viaggio e, se per qualche tempo si puo` vagare a caso, a lungo andare la determinazione di una meta diventa ineluttabile." il manuale del romanziere e`, al di la` del titolo, un saggio ironico sulla scrittura, un testo di narratologia, un`opera di critica, piu` che un vero manuale con regole certe, anche se non mancano suggerimenti molto utili per un aspirante scrittore. come asserisce cesare de michelis nella premessa, "con il consueto spirito paradossale giampaolo rugarli ha scritto il manuale del romanziere con l`esplicito proposito di fissare anzitutto l`impossibilita` di offrire qualsiasi manuale del romanziere". un libro che piacera` a chi vuole imparare dalla passione e dall`esperienza.
l`infelicita` degli uomini e` la grande e misteriosa tragedia che affascina e tormenta euripide. i suoi personaggi sono complessi e sfaccettati, ricchi di umanita`. due superbe figure femminili dominano questi drammi: ecuba, cui sono stati uccisi i due figli, ed elettra, cui la madre ha ucciso il padre. esse si muovono in un "paesaggio" allucinante, dove i morti condizionano i vivi e il presente e` sovrastato da un ieri che pone le regole, determina gli eventi. l`odio e la vendetta sono la misura di tutte le cose, ma quando la vendetta e` compiuta e l`odio cade, le cose assumono i loro nudi, desolati contorni. il passaggio dall`odio a una sorta di pieta`, che e` conquista euripidea, e` un tema ripreso e approfondito dal teatro europeo del novecento.
nel 1995 clara sereni accetto` la carica di vicesindaco a perugia. da questa esperienza, conclusasi con sofferte e motivate dimissioni, sono nate molte di queste "note" che, quantunque concepite per le pagine di un quotidiano, o scritte per convegni e occasioni pubbliche, assumono una precisa fisionomia di taccuino morale e politico. diario pubblico e diario privato, questo "taccuino di un`ultimista" parla di donne che si confrontano con il potere senza intaccare la loro identita`, di banche del tempo che retribuiscono occupazione e competenze, di handicappati che conquistano la dignita` di essere utili, di una comunita` che si muove a partire da microprogetti e alla rete di questi microprogetti affida la ricostruzione di una possibile societa` civile.
"ii postino fedele" e` tra le opere di maggiore importanza di rosita copioli. e infatti il libro della sua piena maturita`, che la impone come una delle figure piu` rappresentative della generazione di mezzo, in virtu` di una notevole apertura tematica e di un controllo della forma frutto, anche, di una solidita` culturale e di una naturale abilita` compositiva. i paesaggi e i luoghi, gli animali e le piante, le figure del mito, la luce del mondo e la sua tenebra, le stagioni, l`amore e il pensiero: tutto questo rientra in un ricco canzoniere d`ampio respiro, composto nell`arco di un lungo tempo, di oltre un decennio, che costituisce un`ininterrotta meditazione per immagini sul senso dell`esistere.
il breve romanzo "la confessione" e` stato concepito da soldati nel 1935, con uno sforzo progettuale che solo le carte preparatorie da poco venute alla luce rivelano nella sua complessita` e tensione. ripreso e pubblicato vent`anni piu` tardi, narra la vicenda del quattordicenne clemente, adolescente ipersensibile, studente a torino presso un collegio di gesuiti. clemente pensa che anche lui un giorno sara` gesuita, ma le vacanze estive a chiavari con madre e nonna incrinano questa certezza. sollecitato dai suoi educatori alla santita`, alla rinuncia al peccato - soprattutto a quel peccato per eccellenza che e` il corpo della donna -, clemente rifiuta l`istintiva attrazione per un`avvenente amica della madre, o per una procace sconosciuta incontrata in ascensore, per trovare infine in modo libero e inatteso una via al piacere. romanzo tra i piu` sottili e riusciti di soldati, senza compiacimenti, nitido, spietato e partecipe, "la confessione" rivela le migliori doti narrative dell`autore torinese, quella felicita` di scrittura, quel brio, quell`acutezza pungente nel cogliere e descrivere l`ambiguita` dei sentimenti in un`eta` particolarmente "fluida" che pochi altri hanno saputo raccontare.
i lettori di bolan?o l`hanno capito da tempo: l`universo narrativo di questo autore (oggetto di un culto fervido quanto ormai diffusissimo) e` simile a una ragnatela, a un labirinto, alla mappa di un`isola misteriosa, a una galleria degli specchi come quella della "signora di shanghai", a una scacchiera, a un campo gravitazionale - o a un complesso organismo vivente. in ogni suo libro, infatti, quasi in ogni sua pagina, vi sono tracce, indizi, sintomi che rimandano ad altro, a qualcosa che era gia` - o che sarebbe poi stato - presente in altri libri. qui, sullo sfondo di una citta` del messico concretissima e fantasmatica al tempo stesso, assistiamo all`iniziazione alla vita e all`amore di , , il quale divide una stanza sul tetto con un giovanissimo scrittore che non esce mai di casa, vede topi mutanti sul soffitto e scrive lettere liriche e deliranti ad autori nordamericani di fantascienza. un filo narrativo al quale (come sempre in bolan?o) se ne intrecciano altri: le lezioni radiotrasmesse del responsabile dell`accademia della patata di santa barbara, scene della seconda guerra mondiale, aneddoti su altri scrittori... in questo libro - che e` in se` stesso un rito di iniziazione, e un ritratto dell`autore da giovane - la scrittura di un bolan?o non ancora trentenne e` letteralmente sfrenata: un fuoco d`artificio di effetti speciali, apparizioni, visioni, allucinazioni, sogni psichedelici e scene surreali - quasi una scrittura . e invece gli appunti che troviamo in appendice al volume rendono conto dell`intenso e meditato lavoro di messa a punto dell`architettura del romanzo.
dalle ultime scoperte nel campo delle neuroscienze e della fisica quantistica alla funzione dei neurotrasmettitori, senza tralasciare cio` che danneggia il cervello (onde elettromagnetiche, metalli pesanti, pesticidi ecc.), "le sbalorditive capacita` del cervello" costituisce una lettura, semplice, accessibile ma al tempo stesso ricca di dati e informazioni sulla natura del nostro organo principe. scopriamo che le capacita` cerebrali non si riducono necessariamente con l`eta`, come siamo indotti a credere, bensi` che per mantenere in forma il nostro cervello occorre darsi da fare, utilizzandolo in modo corretto e nutrendolo con il carburante di cui ha bisogno: acidi grassi, zuccheri, proteine, vitamine e integratori alimentari. insomma, il cervello e` il nostro passaporto per una vita serena e felice, purche` impariamo a conoscerlo e a prendercene cura.
la pittura a olio molle su porcellana: la trasparenza dei dipinti ad acquarello, la luminosita` dei colori a terzo fuoco.
tra i grandi personaggi dell`antica roma, nessuno e` stato piu` geniale, astuto e controverso di marco tullio cicerone. eppure ben pochi avrebbero scommesso sul suo futuro quando, all`eta` di ventisette anni, scelse di lanciarsi nell`infido e violento mondo della politica, deciso a raggiungere con ogni mezzo l`imperium, il sommo potere statale. cicerone era un avvocato promettente, oltre che un affascinante oratore. non discendeva da una delle grandi famiglie aristocratiche, non poteva presentare il conto dei favori politici elargiti dai suoi antenati, non disponeva delle enormi ricchezze di crasso. a raccontare la sua straordinaria vicenda e` il fedele tirone, il segretario particolare sempre al suo fianco nei momenti piu` radiosi e in quelli piu` difficili, testimone dei suoi incontri privati e latore dei suoi messaggi segreti. robert harris ci consegna un ritratto di cicerone ben diverso dal personaggio solenne che noi conosciamo. "imperium" e` un romanzo, il primo di una trilogia che svela i retroscena di una realta` fatta di intrighi e di corruzione, singolarmente affine a quella attuale.
molie`re, anzitutto e soprattutto uomo di teatro, consegno` al futuro una forma chiusa, perfetta, classica, che sarebbe stata modello, per secoli, di una comicita` intrisa della piu` drammatica amarezza. rise dei vizi degli uomini nella consapevolezza di quanto c`e` di comico ma anche di patetico e di tragico in ogni umana debolezza. "don giovanni" e` una delle commedie di molie`re piu` controverse ed enigmatiche, presentata e subito ritirata dal cartellone, con l`accusa di empieta`. non solo "gentiluomo malvagio e falso devoto": il leggendario personaggio e` qui ritratto anche come un modello d`ipocrisia.