un biografo francese scopre negli archivi di parigi un`enorme quantita` di lettere di delazione contro gli ebrei scritte dai francesi durante l`occupazione nazista. e, scoperta ancor piu` sconcertante, una di queste lettere riguarda una famiglia di suoi amici ebrei, in gran parte deportata: i fechner, pellicciai da generazioni tuttora attivi e stimati. la delatrice, ancora viva, era una loro stretta conoscente, anzi una assidua cliente. allo shock iniziale subentra l`indignazione, e dopo l`indignazione la decisione di capire. il protagonista comincia a braccare la donna, ormai vecchia, e inizia cosi` una vera e propria indagine.
sessanta testi in dialetto milanese in vario metro, che si ispirano alla realta` minuta della vita cittadina del settecento per offrirsi al divertimento e alla riflessione del lettore. quadretti di interni, luoghi urbani, caricature e schizzi di ambienti, persino ricette sono occasioni per porre in luce lo spaccato di una societa` improntata a un`etica dell`impegno civile, necessaria premessa delle imprese illuministiche. nobili annoiati, astuti borghesi, saggi popolani sono le figure di queste "pitture dal vivo".
la violenza ha sempre svolto un ruolo importante negli affari umani. in questo breve saggio la arendt da` ragione della sua affermazione ripercorrendo i fatti della nostra storia recente: dal black power americano alle manifestazioni studentesche degli anni sessanta. il rapporto fra violenza, potere, forza e autorita`; i limiti della violenza; la differenza tra violenza collettiva e individuale; le sue cause e le sue origini. questi sono solo alcuni degli argomenti trattati. una radiografia del fenomeno in tutte le sue espressioni, variazioni e implicazioni, alla quale non mancano il tono di una passione politica e morale.