un invito rivolto a chi ne vuole fare un mestiere o a chi e` semplicemente curioso di sapere che cosa bolle nella pentola dell`archeologia. daniele manacorda insegna metodologia della ricerca archeologica all`universita` di siena. ha condotto numerose ricerche in italia e all`estero, occupandosi in particolare di storia dell`archeologia, di cultura materiale, di archeologia urbana.
solo in battaglia offre una nuova chiave di lettura per comprendere i protagonisti dello sport, che raramente sono stati raccontati da tanto vicino. l`autore ha vissuto con questi tre sportivi mentre preparavano l`impresa, narrando la fatica degli allenamenti di silvio mondinelli in attesa di partire per il nepal e tentare di scalare l`everest, lo sforzo di vittorio malingri per costruire con le proprie mani il catamarano di sei metri e mezzo senza cabina con cui attraversare l`oceano atlantico in solitaria, la ricerca della concentrazione di mattia pasini per giungere nella condizione perfetta al via del gran premio d`italia classe 250; senza tralasciare i dubbi e le paure, i sogni e l`invocazione alla quotidiana dose di rischio che consente a questi atleti, attraverso meccanismi puramente inconsci, di compiere prestazioni straordinarie. un libro che e` al contempo avventura e confessione.
pubblicati a venezia nel 1570 ma attesi e lavorati per un ingente numero di anni, "i quattro libri dell`architettura" rappresentano la summa architettonica del rinascimento tardo e il purissimo distillato della sapienza di palladio: sapienza empirica, costruttiva, ma cio` nondimeno raffinata; lungamente ricercata e modellata sul fondamentale exemplum di due illustri predecessori: marco vitruvio pollione e leon battista alberti. in nessun modo tuttavia palladio puo` essere considerato semplice imitatore: la materia architettonica trattata - quadripartita in dottrina classica degli ordini, edifici dei privati cittadini, costruzioni di pubblica utilita`, architettura religiosa antica - pur prendendo avvio dall`attenta lettura e dal rilievo del patrimonio monumentale dei romani, si e` trasformata in invenzione originale. il "nuovo" classico di palladio e` lontano da ogni neoclassicismo di maniera: cio` che vive nella sua architettura - e ne fa un organismo unico, "uno intiero e ben finito corpo" - e` un sistema di relazioni necessarie, perfettamente calcolate benche` non manifestate apertamente: proporzionalita` in cui geometria e musica si armonizzano. difficilmente sopravvalutabili nella vastita` della portata, "i quattro libri" di palladio - per quanto spesso semplificati o equivocati - hanno influenzato l`architettura occidentale per i successivi quattro secoli, modificandola in modo irreversibile.
questo libro analizza la religione piu` diffusa in india, l`induismo, proponendo un`indagine approfondita di tutti gli aspetti della vita indu`, sia passata che presente. le illustrazioni presenti nel volume contribuiscono a dare un`ampia panoramica della storia dell`induismo, a presentare la sua mitologia, l`arte, l`architettura, la religione, le leggi e il folklore.
argomento centrale di questo volume e` il controtransfert, vale a dire l`insieme degli atteggiamenti e sentimenti, consci o inconsci, dell`analista riguardo al suo paziente. secondo l`autore l`analista deve riconoscere con onesta` e umilta` i pensieri, le fantasie e le emozioni, anche i piu` personali, che vengono suscitati in lui dal rapporto con un determinato paziente, come derivanti in massima parte dalla storia di vita del paziente stesso. il volume prende in esame i diversi processi psicodinamici caratteristici dei pazienti borderline, schizoidi, narcisisti o gravemente nevrotici, e ripropone intuizioni teoriche dell`autore quali il concetto di simbiosi e l`immagine del "paziente come terapeuta del suo analista".
nel 384 d.c., alle soglie di un decennio fatale per le sorti del paganesimo, il prefetto di roma simmaco e il vescovo di milano ambrogio si affrontano in merito alla presenza dell`altare della vittoria nel senato. simmaco, l`uomo della religione tradizionale, invoca pluralismo e tolleranza per gli de`i dell`antica roma; ambrogio, l`uomo della nuova fede, nega ogni possibilita` di dialogo e di compromesso tra vecchia e nuova "religio", censurando come segreta volonta` di dominio l`appello di simmaco alla tolleranza. una delle prime e piu` significative tappe di quel dibattito sulla tolleranza che impegnera` tanta parte del pensiero moderno e contemporaneo. con introduzione di ivano dionigi e un saggio di massimo cacciari.
nello affronta in questo studio la parte piu` consistente della carriera politica di dino grandi, seguendola fino all`epilogo della seduta del gran consiglio del 25 luglio 1943, che determino` la caduta di mussolini. negli anni trenta grandi fu successivamente ministro degli esteri (1929-32), ambasciatore a londra (1932-39), ministro guardasigilli e presidente della camera dei fasci e delle corporazioni (1939-43). nello ricostruisce le posizioni di grandi nell`articolarsi della politica estera italiana del decennio, in particolare il suo deciso atteggiamento filoinglese, per concludere con l`analisi dei progetti di grandi per risolvere la crisi politico-militare italiana del 1943, fino all`ordine del giorno (25 luglio 1943) contro mussolini.
la liberta` italiana, nelle repubbliche del tardo medio evo, nel risorgimento e nella lotta antifascista, e` stata opera di uomini e donne religiosi. molti di loro avevano una sincera fede cristiana, spesso lontana o in aperto contrasto con l`insegnamento della chiesa cattolica. altri non credevano in alcuna religione rivelata, ma furono credenti, apostoli e talora martiri di altre religioni, che essi chiamarono "religione del dovere" o "religione della liberta`". gli uni e gli altri furono persone religiose perche` vissero la vita come missione, vale a dire come dedizione a un ideale morale: l`ideale della liberta`, il chierico obiettera` che vera religione e` soltanto quella che afferma, sulla base di una rivelazione, l`esistenza di un dio trascendente. qualche laico protestera` che non c`e` bisogno di chiamare "religione" la devozione a un ideale morale. alla critica del chierico e` facile rispondere che il suo argomento e` arrogante e irrilevante: arrogante perche` pretende di dire a chi ha vissuto per la religione del dovere o per la religione della liberta` che la sua non e` vera religione; irrilevante perche` la sua protesta non cambia il dato storico che ci furono in italia uomini e donne che vissero secondo quelle religioni che egli considera non vere. analoga risposta vale per il laico poco avveduto: e` un fatto storico che ci furono persone che si sentirono religiose perche` vissero con devozione assoluta l`ideale morale della liberta`.
Un manuale di scelta, creazione e applicazione tecnica di carte da parati.
ogni volume di questa collana costituisce un ampio capitolo di storia della filosofia, dedicato a un autore o a una corrente di pensiero. le singole "introduzioni" offrono gli strumenti critici essenziali per intendere l`opera dei filosofi alla luce delle piu` recenti prospettive storiografiche.
patrick bateman e` giovane, bello, ricco. vive a manhattan, lavora a wall street e con i colleghi timothy, david, patten e craig, frequenta i locali piu` alla moda, le palestre piu` esclusive e le toilette dove gira la migliore cocaina della citta`, discutendo di nuovi ristoranti, cameriere corpoduro ed eleganza maschile. ma la sua vita e` ricca di particolari piuttosto inquietanti e quando le tenebre scendono su new york, patrick bateman si trasforma in un torturatore omicida, freddo, metodico, spietato.
col titolo di lezioni di metodo storico si pubblica il testo, ricostruito da luigi firpo, di uno strumento didattico che chabod ebbe carissimo negli ultimi vent`anni della sua attivita` di maestro degli studi di storia. le lezioni, mentre costituiscono una preziosa testimonianza sull`uomo chabod e sul suo modo di educare i giovani all`impegno critico rigoroso, rimangono ancora oggi un insostituibile strumento di lavoro. federico chabod (aosta, 1901-roma, 1960), uno dei piu` grandi storici italiani del novecento.
era uomo fuori dall`ordinario, giuseppe garibaldi: capo carismatico, rivoluzionario entusiasta, idealista che non si lascio` corrompere dal successo e dalla fama. da morto, il potere lo trasformo` in un mito, un `santo laico` da manipolare per suscitare il consenso e l`entusiasmo delle masse popolari. con ogni mezzo. in che modo garibaldi divenne `garibaldi`? quando? e, soprattutto, perche`? lucy riall racconta il primo emblematico caso di creazione pubblica di un eroe, concepito, costruito e promosso per divenire un simbolo.
ogni 48 ore un`azienda italiana cade in mani straniere. alcuni casi finiscono sui giornali e fanno discutere, ma la maggior parte scivola via nel silenzio. cosi`, nel silenzio, non abbiamo soltanto perso tutto il made in italy, i grandi marchi della moda, le aziende alimentari, i settori strategici (dalla chimica alla siderurgia), i servizi e le banche: abbiamo perso il meglio delle nostre piccole aziende, quei gioielli di creativita` spesso nati nei sottoscala di provincia e diventati leader mondiali nel loro settore. erano i nostri veri tesori. ora non sono piu` nostri. i nuovi proprietari stranieri non sono quasi mai dei padroni, piuttosto dei predoni. il risultato? l`italia non e` piu` italiana. e cio` che mario giordano ci svela nel suo libro-inchiesta: ha girato la penisola strada per strada, ha visitato borghi e paesi, e` entrato nelle fabbriche. e ha scoperto che i predoni stranieri non hanno conquistato solo la nostra economia: hanno conquistato l`intero nostro paese. dal castello piemontese del 1200 comprato dalla setta americana della felicita` al palazzo della zecca gestito dai cinesi, dall`isola di venezia in mano ai turchi ai vigneti della toscana acquistati dalla multinazionale belga delle piattaforme petrolifere, passando per supermercati, botteghe storiche, alberghi di lusso, case, piazze, ospedali: l`italia non e` piu` italiana. persino la mafia vincente, ormai, e` straniera. da cosa nostra a cosa loro: le cosche nigeriane si sono estese da torino alla sicilia. e, intanto, si afferma la cupola cinese. ormai non siamo nemmeno piu` padrini a casa nostra. dilaga la cucina etnica, ma ci sono 250 cibi italiani a rischio. dilagano i termini inglesi, ma la nostra lingua rischia di scomparire. persino gli insetti alieni minacciano il nostro paese, come denuncia un rapporto allarmato dell`ispra. e, soprattutto, si stanno estinguendo gli italiani: sempre meno nascite, sempre piu` fughe all`estero. una ogni 5 minuti. secondo l`opinione corrente l`apertura int
giordano bruno accetto` il rogo per eroica coerenza intellettuale? nei quasi otto anni che trascorse in carcere, prima a venezia e poi a roma, il filosofo condusse un`aspra battaglia per non soccombere, non abiurare, non morire. decise di rovesciare il tavolo solo quando si senti` definitivamente in trappola, nell`impossibilita` di salvaguardare se stesso e la sua filosofia. la scelta di salire sul rogo venne, dunque, presa solo alla fine del lungo processo. cosa accadde esattamente in quel momento, come giunse a quella decisione e perche`? per quale ragione bruno - a differenza di alcuni suoi illustri contemporanei, tra cui galileo galilei - dopo avere tanto a lungo lottato per affermare la sua verita`, decise infine di chiudersi nell`ostinazione e accettare le conseguenze ultime della condanna inflitta dagli inquisitori? perche`, dopo aver piu` volte dichiarato la disponibilita` a farlo, non pronuncio` un`abiura di facciata? il libro affronta questi interrogativi ripercorrendo l`itinerario intellettuale di giordano bruno nelle corti di tutta europa e seguendo, anche attraverso documenti inediti, tutte le tappe del processo.

un giorno al compositore inglese sir edward elgar venne chiesto da dove provenisse la sua musica. la risposta fu: . lo stesso accade per le piante che, come la musica per elgar, sono letteralmente dappertutto e per scriverne non si deve far altro che ascoltare le loro storie e raccontarle. tutte quelle di cui abbiamo bisogno. e cosi` che e` nato questo libro, scrivendo storie di piante che intrecciandosi agli avvenimenti umani si legano le une alle altre nella narrazione della vita sulla terra. perche` le piante costituiscono la nervatura, la mappa (o pianta) sulla base della quale e` costruito l`intero mondo in cui viviamo. non vederla, o ancora peggio ignorarla, credendo di essere al di sopra della natura, e` uno dei pericoli piu` gravi per la sopravvivenza della nostra specie
nell`abbazia di mariabronn arriva un giorno un nuovo allievo, boccadoro. suo padre desidera che li` completi gli studi e che li` rimanga consacrando la vita a dio per espiare un misterioso peccato legato alla sua nascita. tra gli antichi chiostri e le ampie sale del monastero, il biondo boccadoro, sensuale e sognatore, si lega di profonda amicizia col giovane insegnante narciso, l`erudito, il prodigio delle scienze e delle lettere. narciso e` tutto spirito, destinato a una brillante carriera religiosa al riparo dalle insidie del mondo e della storia; boccadoro invece e` un `wanderer`, un viandante, un senza casa. tentato dall`infinita ricchezza della vita e segretamente innamorato anche della sua caducita`, diventera` un artista geniale senza mai smettere di vagabondare per il mondo in cerca di risposte alle sue inquietudini. ambientando "narciso e boccadoro" nel medioevo leggendario del cattolicesimo monastico, hermann hesse ha modo di riflettere sul tema, centrale nella sua poetica, del contrasto fra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione. questo romanzo, vera e propria "biografia di un`anima", pone cosi` al lettore - in un`accattivante, limpida fusione di favola simbolica e romanzo picaresco perfettamente resa dalla nuova traduzione di margherita carbonaro - i grandi interrogativi sulla condizione dell`uomo contemporaneo.
il volume, suddiviso in nove capitoli, espone, in modo chiaro, completo, aggiornato, anche attraverso l`impiego di ampia casistica, l`intera materia delle successioni mortis causa e delle donazioni. si fa sempre riferimento, altresi`, alle norme di diritto internazionale privato.