a tutti coloro che vogliono misurarsi con la sfida di trasformare l`idea in racconto l`autore offre una guida efficace e diretta. passo dopo passo ci vengono presentati gli strumenti per valutare la forza dei personaggi, per strutturare la trama, per evitare le piu` frequenti trappole narrative. grazie ad una serie di esercizi pratici si giunge a disporre di una traccia che permettera` di sviluppare l`idea in modo organico. per questo il libro risulta utile sia a chi gia` si dedica alla narrativa, ma desidera arrivare ad una scrittura piu` conscia delle proprie possibilita`, sia a chi si affaccia per la prima volta al mondo del racconto.
le vie del cambiamento passano per la partecipazione, la denuncia, la sobrieta`, il consumo critico, ma anche per il risparmio responsabile. un modo di risparmiare, cioe`, che non bada solo al tasso di interesse, ma soprattutto all`uso che le banche fanno dei nostri soldi. ma per scegliere bisogna sapere. ecco l`importanza di questa guida che e` stata scritta per informarci sui comportamenti delle banche, affinche` possiamo escludere quelle coinvolte con le armi, con i paradisi fiscali, con i regimi oppressivi e privilegiare, al contrario, quelle che hanno un comportamento responsabile nei confronti dei lavoratori, dell`ambiente, del sud del mondo. le informazioni spaziano dalla proprieta` alle iniziative di finanza etica e sono fornite anche sotto forma di schede per singoli gruppi bancari. finalmente un mondo da sempre avvolto nel mistero viene messo allo scoperto, con linguaggio semplice e conciso, per consentire a tutti di capire. un altro pezzo di democrazia si fa realta`.
un volume che racconta quattro episodi della storia di una generazione: il radicalismo delle rivolte studentesche del `68; la nascita del movimento gay; la traiettoria anticomunista dei sessantottini del blocco dell`europa dell`est; gli ideali e l`autocritica di chi fu protagonista di quegli eventi. in quella generazione politica berman riconosce i protagonisti delle attuali classi dirigenti mondiali. le categorie maturate nel corso del `68 hanno dominato la discussione pubblica per tutti gli anni novanta e hanno segnato alcuni passaggi epocali della storia recente, fino all`11 settembre e ai temi attuali del terrorismo, che viene ancora letto da quella generazione con gli stessi strumenti maturati nel corso dell`anno di contestazione.
la storia del socialismo italiano assomiglia a un prisma dalle molte facce e dagli spigoli ben pronunciati: una vicenda nobile e tempestosa, ricca di contrasti, di scissioni ma anche di personaggi ed episodi difficili da dimenticare. una storia che comincia nell`europa delusa dal fallimento delle rivoluzioni del 1848, passa per il "manifesto del partito comunista" redatto da marx ed engels e approda in italia, sul finire dell`ottocento, con la formazione del psi di filippo turati. secondo antonio ghirelli, che e` stato a lungo portavoce di sandro pertini, non e` possibile scrivere la storia del nostro paese prescindendo dai movimenti e dalle idee della sinistra (michail bakunin, carlo cafiero, andrea costa, errico malatesta, arturo labriola, amadeo bordiga e tutti quelli che verranno dopo). vengono cosi` descritti, con obiettivita` e insieme partecipazione umana, i principali avvenimenti che hanno scandito il novecento: il periodo giolittiano e la grande guerra, il fatale 1917 e la nascita del pci, mussolini e nenni, la trappola della guerra civile spagnola e la tragedia nazifascista, la fine del fascismo, la lotta partigiana e la repubblica nata dalla costituzione, il miracolo economico e il sessantotto. un album ricco di istantanee sui personaggi e le idee piu` importanti della sinistra italiana che e` anche l`attenta ricostruzione di un secolo irripetibile, il secolo delle ideologie.
nel mio lavoro mi occupo di urbanistica e nell`esercizio della professione ho imparato a leggere le citta` nei loro aspetti positivi, negativi, identitari. esistono documentazioni molto interessanti sulla vecchia busto, ma poco, che io sappia, sulla nuova; ho provato cosi` a tradurla in immagini, non con l`obiettivo di fare delle belle foto fini a se stesse, ma tentando di rappresentare la citta` con spirito critico, riprendendo sia le trasformazioni a mio avviso positive sia quelle discutibili, sia i suoi aspetti piu` caratterizzanti. quindi, all`interno di questo quadro, e stando dentro al perimetro cittadino, ho voluto confrontare con alcune immagini la citta` nuova con la vecchia, rappresentare le trasformazioni piu` significative, alcune delle quali conservano ancora i segni del passato, rivolgere la mia attenzione a piccoli brani di citta`, o addirittura a singoli episodi.
nel volgere di pochi decenni, l`umanita` e` andata incontro a una rivoluzione nelle sue abitudini ancestrali. senza che ce ne accorgessimo, la nostra specie, che fino a poco tempo fa viveva immersa nella natura abitando ogni angolo della terra, ha finito per abitare una parte davvero irrisoria delle terre emerse del pianeta. cosa e` accaduto? da specie generalista in grado di vivere dovunque, ci siamo trasformati, in poche generazioni, in una specie in grado di vivere in una sola e specifica nicchia ecologica: la citta`. una rivoluzione paragonabile soltanto alla transizione da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori avvenuta 12.000 anni fa. e certo che in termini di accesso alle risorse, efficienza, difesa e diffusione della specie questa trasformazione e` vantaggiosa. ma e` altrettanto certo che ci espone a un rischio terribile: la specializzazione di una specie e` efficace soltanto in un ambiente stabile. in condizioni ambientali mutevoli diventa pericolosa. il nostro successo urbano richiede, infatti, un flusso continuo ed esponenzialmente crescente di risorse e di energia, che pero` non sono illimitate. inoltre, fatto decisivo, il riscaldamento globale puo` cambiare in maniera definitiva l`ambiente delle nostre citta` e costituire proprio quella fatale mutazione delle condizioni da cui dipende la nostra sopravvivenza. ecco perche` e` diventato vitale riportare la natura all`interno del nostro habitat. le citta` del futuro, siano esse costruite ex novo o rinnovate, devono trasformarsi in fitopolis, luoghi in cui il rapporto fra piante e animali si riavvicini al rapporto armonico che troviamo in natura. non c`e` nulla che abbia una maggiore importanza di questo per il futuro dell`umanita`.