la zona infinita e` un fenomeno che ha luogo nel punto di connessione tra la forma e il moto perfetti e che, se utilizzato in maniera opportuna, puo` conferire equilibrio, potenza e controllo a svariate attivita` fisiche e mentali, a molteplici livelli. in base alla forma e al moto della figura a 8, la zona infinita applica le sue dinamiche al di la` dei confini del pensiero e della materia, dal mentale al fisico, dalle profondita` dell`infinito dentro di noi allo sconfinato infinito del mondo esterno. cio` che i sensi assorbono viene elaborato dalla mente che reinterpreta senza sosta i dati in entrata e modifica istantaneamente il nostro corpo, regolando il respiro, il battito cardiaco e la pressione sanguigna, assieme ad altre funzioni fisiologiche involontarie: in sostanza l`intelligenza naturale del nostro organismo persegue l`equilibrio, specialmente quando il corpo e` coinvolto in attivita` fisiche intense che richiedono una grande coordinazione, come gli sport. questo rapido scambio tra soggettivita` interiore e oggettivita` esteriore, e` uno schema infinito tra lo stimolo esterno e l`interpretazione interna ed e` rappresentato dalla figura a 8 che si puo` ritrovare nella natura, nell`arte, nella musica, nello sport, come questo breve saggio illustra.
un faldone e una grossa cartella nella quale raccogliere scritti o documenti. possiamo immaginarcelo chiuso da legacci di canapa, ma nessun faldone e chiuso per sempre: nuovi fogli possono esservi facilmente infilati, altri possono esserne sottratti e sparire, l?ordine si puo perdere, modificare, ristabilire. a una simile idea di disposizione sempre provvisoria del materiale verbale?-?e, in metafora, della storia collettiva e dell?esistenza individuale?-?e ispirata la costruzione del faldone, l?opera che si vuole unica di vincenzo ostuni, "apertissima" e indecidibile (ne raccolta poetica ne poema), in continuo e indefinito mutamento che qui compare per la prima volta in forma completa, per quanto completa possa dirsi un?opera per principio interminabile. chi vi prende la parola sembra riversare in questo corpo mutante la sua intera esperienza vitale, le contraddizioni e i rovesci del nostro tempo. nel faldone si discute di linguaggio e paternita, di politica ed erotismo, di letteratura e di infanzia, e ogni tesi, ogni posizione sentimentale, ogni possibilita storica risuona al contempo della propria sgrammaticata aspirazione alla permanenza e del suo corrompersi prima ancora di essere formulata. attingendo alla lezione di grandi maestri novecenteschi?-?montale, sanguineti, pagliarani su tutti?-?ma anche a fonti, registri, lessici narrativi, drammaturgici, saggistici, ostuni presenta al lettore un?opera-mondo che, battendo le mille strade della lirica occidentale?-?dalle piu tradizionali alle piu sperimentali?-?sembra volerle trasmutare e conservare assieme, e affidare questo antichissimo "macrogenere" alle incertezze e agli slanci del futuro.