Album dedicato ai senza tetto, con registrazioni fatte per l'occasione da: Lowen & Novarro, Dan Bern, Jonathan Cain, Mavis Staples, Box Town, Rita Coolidge, Richie Havens, Laura Harding, Brenda Russell e molti altri.
Live at Carnegie Hall, 1963
In realtà il nome di questo disco è Offa Rex, pseudonimo sotto il quale si celano la folksinger inglese Olivia Chaney e Colin Meloy ed i suoi Decemberists. Meloy ha conosciuto la Chaney un paio di anni fa, quando ha pubblicato un disco per la Nonesuch, The Longest River. Poi ha avuto l'idea di registrare assieme a lei e la ha chiamata a Portland dove, assieme alla sua band ed al produttore Tucker Martine, ha messo nero su bianco queste sessions.
L'idea era quella di rifare i Fairport Convention, band motlo amata da Meloy, e di riprendere il suono folk anglo-scoto irlandese ma anche di inventarsi qualche cosa di diverso. E l'esperimento è riuscito, mischiando sonorità americane e melodie albioniche, fondendo suoni e stili. Offa Rex è un disco molto interessante, tutto da scoprire.

2 CD. Field recordings, fatte negli anni sessanta in California, da Alan Oakes. Oakes era una sorta di ricercatore musicale, uno che registrava tutto quello che vedeva o sentiva, una sorta di Moses Asch ante litteram. Questo doppio raccoglie tutte registrazioni fatte, di musicisti assolutamente sconosciuti, ma anche di gente del calibro di Rev Gary Davis, Mark Spoelstra, Doc Watson, Sandy and Caroline Paton, Ed Trickett, The New Lost City Ramblers, Jim Ringer, Will Scarlet, Mississippi Fred McDowell e molti altri. Il doppio CD è corredato da un bel libro con foto e testo.
Angus e Julia Stone, fratelli nella vita reale, collaborano da tempo anche a livello musicale. Fanno del folk, elettrico, mischiano la canzoni d'autore con idee e musica propria. Hanno già alcuni dischi alle spalle, e poi Julia ha anche fatto dei dischi come solista. Non sono molto noti, al di fuori della terra natia, ma questo disco, ben prodotto e molto curato, è in grado di dare loro la giusta notorietà.
Album del 1994 dei chitarristi Jorge Strunz dalla Costa Rica e Ardeshir Farah dall'Iran. "Non c'è nulla di più bello di una chitarra, tranne forse due chitarre".