Hard blues, da parte di un chitarrista inglese esordiente. Niente male.-
Phelps arriva dalla Pennsylvania. La stampa Usa lo considera una via di mezzo tra il suono robusto di Billy Gibbons e le svisate ad arte di Manolenta Clapton. Solido nelle sue radici, Phelps fa del sano blues, con sax ed armonica in evidenza, oltre alla sua chitarra.
Chitarrista blues grintoso, Shorty è uno dei pochi neri a cui l'aggettivo blues rock calza a pennello. Elettrico, rauco, diretto, il suono di Shorty è spettacolare e mantiene in tutto e per tutto le sue radici texane. Tra le cose migliori di questo disco: Please Mr President, Too Hard to Love You, Slow Burn, Bad Memory e Temporary Man.
Considerato la punta di diamante della scena blues di Chicago, Nick Moss, dopo sette albums di classico blues, sempre ben accetti dalla critica Usa, decide di cambiare direzione. Il nuovo album è più rock ed abbraccia il discorso di musicisti quali Allman Brothers, ZZ Top, Hendrix e Free. Una nuova direzione, ma sempre legata al blues.
Eclettico mix di blues e rock da parte di band ispano-americana. Europei, ma rodati negli Usa, Big Yuyu mischiano la tradizione di New Orleans con robuste dosi blues classico prendendo a piene mani da Elmore James, BB King e Freddie King.
Nuovo album, questa volta dal vivo, per Brandon Santini, considerato in questo momento il miglior armonicista blues emergente. Originario dell'area di Memphis, Santini mischia Blues e southern rock, con un particolare feeling ed un suono maschio e diretto. Dal vivo è ancora più potente, come dimostra questo album, registrato in presa diretta.
Disco inedito, registrato dal vivo nel 1971 dal grande Mississippi Fred McDowell. Il vecchio bluesman esegue una bella serie di classici, con consumato mestiere. Tra le canzoni, 19, troviamo standard quali My Babe, Louise, Good Morning Little Schoolgirl, John Henry, When I Lay My Burdens Down, Jesus On The Main Line, Worried Blues, Mojo Hand ( Louisiana Blues ), Kokomo Blues, 61 Highway, Got A Letter This Morning.
Tom Feldman viene dal Minnesota, uno stato di grandi tradizloni musicali. Il suo blues è classico, decisamente legato alla musica dei padri, con Ry Cooder e Charlie Parr tra le influenze più importanti. Chitarrista di vaglia, buona voce, Feldman affronta la tradizione e le origini del blues in modo tosto e rigoroso. Richiama il primo John Hammond per forza espressiva e carattere. Disco dalla reperibilità molto difficile.
Bluesman di vecchia data, Geraci è uno dei più noti ma anche più attivi musicisti blues nella zona di Boston. Ha fatto parte delle band di Sugar Ray Norcia ( Sugar Ray & The Bluetones) e di quella di Ronnie Earl ( Broadcasters). Il mondo blues gli rende quindi un doveroso omaggio,partecipando a questo disco. Infatti, assieme a Geraci appaiono musicisti del calibro di Sugar Ray Norcia, Darrell Nulisch, Toni Lynn Washington, Michelle Willson, Monster Mike Welch, Michael 'Mudcat' Ward, Marty Richards e Neil Gouvin
Laurence Jones è il giovane chitarrista blues più promettente d'Inghilterra. E che sia giunto il suo momento è dimostrato dal fatto che, a produrre questo nuovo disco, si sia mosso uno come Mike Vernon. Il risultato è un disco di rock blues potente in cui appaiono in veste di ospiti Paul Jones e Reuben Richards. Basterebbero brani come Got No Place to Go e Live it Up, a farvi rizzare le antenne. ma poi c'è un intero disco per confermare il talento di Laurence Jones.
Band storica, in ambito southern rock e blues rock, la James Montgomery Band è sulla scena da almeno 40 anni. In questo nuovo disco il gruppo fa un omaggio alla Paul Butterfield Blues Band. Dieci brani, dieci classici del blues ( Born in Chicago, Mystery Train, Shake Your Moneymaker, Blues With A Feeling, tra le altre ). Chicago blues, elettrico e sudato, suonato come Dio comanda, con ospiti del calibro di Mark Naftalin, già pianista nella Blues Band di Butterfield, ed il sassofonista Grace Kelly.
Willie Buck è una delle poche figure del periodo d'oro del Chicago Blues, ancora in azione. Supportato Billy Flynn, Johnny Iguana, Bob Stroger, Mervyn Hinds, Willie Buck ci dà un saggio del suo suono più classico: infatti regala momenti di puro blues, sulla scia di Muddy Waters ed di altri grandi del suono di Chicago. Il disco è edito dalla Delmark, l'etichetta regina in ambito Chicago Blues.
Jeremiah Johnson è di St. Louis ma ha, indubbiamente, sangue texano nelle vene. Non è al primo disco, ne ha già pubblicati almeno 4 a suo nome. Il suo sound, essenziale, chitarristico, robusto, mischia classico blues e venature sudiste. Ma, al comtempo, pur avendo un suono solido ed equelibrato. Johnson cura molto anche la scrittura, come dimostra questo disco. Canzoni come White Lightning, Tornado, Soul Crush, Showdown, Castles in The Air, Long Way Home lo stanno a dimostrare.
E' quello che ho ascoltato, con questo titolo Robert Cray presenta il suo nuovo album in cui, oltre a quattro canzoni scritte per l'occasione, ci sono una serie di covers di brani che hanno accompagnato la giovinezza di Robert. Infatti il nostro rilegge brani noti e non, di Bobby Blue Bland, Curtis Mayfield, Don Gardner, Ray Parker Jr, Sensational Nightingales ed altri. La classe è sempre la stessa e la produzione di Steve Jordan, con Cray già da diversi anni, non fa altro che migliorare il suono, dare più profondità e pulizia al tutto. Jordan si prende in carico il modello Sam Cooke e crea un album decisamente piacevole da ascoltare.
Tributo ad Elmore James, da parte di due veterani della scena blues canadese: John CampbellJohn e Wayne Nicholson. Amici da molto tempo, i due hanno registrato questo tributo al re della Slide guitar, Elmore James. Un disco di blues elettrico, caldo e pulsante, dove i due musicistyi non hanno voluto cambiare le canzoni di James, ma hanno dato una loro versione, rispettosa delle originali, ma ugualmente intensa, decisa e piena di forza espressiva. Disco di reperibilità abbastanza difficoltosa.