i barbuti barbari vi rivela tutta la vergognosa verita` celata dietro le incredibili invasioni barbariche dalla caduta dell`impero romano all`anno mille. volete sapere che cosa c`entrano i cereali con le streghe? quanti e quali tipi di pestifera peste esistono? che cosa hanno in comune i libri e i vitelli? rompete la squallida quotidianita` della soporifera scuola imparando con noi a realizzare veri gioielli barbarici, organizzando una sfiziosa festa barbara e terrorizzando i prof con il racconto di spietati saccheggi e raffinate torture barbariche fin troppo civilizzate. la storia non e` mai stata cosi` brutta! eta` di lettura: da 10 anni.
nella felice epoca della pre-televisione, per un adolescente quale passatempo era piu` sottilmente gioioso per le sere d`inverno che entrare nel lettuccio caldo con una manciata di caramelle da centellinare golosamente mentre alla fioca luce da comodino ci lasciavamo deliziosamente terrorizzare dai racconti di edgard allan poe e da quelli di h.p.lovercraft e le fanu. storie di spettri e mostri tornati in vita per impaurirci e perseguitare le nostre menti. forme letterarie adulte che in fondo avevano le loro radici in antiche leggende o erano derivate dalle fiabe che ci avevano piacevolmente spaventati nell`infanzia: l`orco, il lupo cattivo e soprattutto quelle stregacce delle fiabe che vagamente somigliavano alla vecchia vicina di casa che, puntualmente ci bucava il pallone quando finiva nel suo cortile...
chi si cela dietro l`enigmatica immagine di alessandro magno? quali eventi hanno deviato la sua vocazione di letterato e filosofo, trasformandolo nello spietato conquistatore eretto a modello da cesare e napoleone? alessandro appare in questo ritratto come una sintesi di figure storico-mitiche: un "io" molteplice e contraddittorio costruito mettendo insieme l`ira furiosa e l`amicizia disinteressata di achille, la resistenza al dolore di eracle, la liberalita` e la tolleranza di ciro il grande. la sua ansia intellettuale e la sete di conquista scaturiscono dalla medesima pulsione, per cui le sequenze del crescendo espansionistico sono luoghi fisici e insieme tappe di un percorso conoscitivo che si arrestera` solo davanti all`oceano indiano.
"se e` vero, come scrive masolino d`amico nella prefazione a questo volume, che chi legge le poesie della dickinson in traduzione e` portato inevitabilmente a pensare a forme aperte, mentre in realta` "l`originale e` sempre costretto in uno schema preciso, e vorrei dire rigido, se l`orecchio finissimo e originale dell`autrice non lo variasse continuamente con piccole strepitose invenzioni", e` anche vero che la traduzione che qui presentiamo di una scelta di queste rappresenta a nostro avviso una straordinaria prova di fedelta` e, insieme, un adeguamento allo stile della grande poetessa americana di assolutamente non comune resa espressiva. la scelta, poi, di adriana seri, se certamente e` motivata dal desiderio di poter offrire una parte della produzione della dickinson pressoche` sconosciuta al lettore italiano, e` non meno indicativa di una maniera "totale" di leggere la sua poesia; una maniera che tende a rifiutare le categorie di "maggiore e minore" all`interno di un`ispirazione certamente varia - che non esclude affatto, come giustamente nota masolino d`amico, "l`umorismo, e non di rado l`allegria" -, ma vissuta nella sua totalita` con una partecipazione che forse non ha eguali nella storia della poesia moderna."