un gioco di canto e controcanto: 439 estratti da jung intorno all`anima e una sequenza di testi con cui hillman risponde a jung, ampliando il pensiero e talvolta contrapponendosi ad esso.
nel contrarre un debito pubblico i governi possono essere spinti dalle migliori intenzioni di favorire lo sviluppo economico, ma la struttura della spesa e dell`entrata possono risultare tali da vanificarle. questo volume, qui presentato in edizione aggiornata, spiega i meccanismi che portano alla formazione del debito e che tendono a farlo espandere continuamente; mostra in quali circostanze e per quali ragioni il debito puo` diventare un danno per l`economia, fino a pregiudicare il destino delle generazioni future; illustra inoltre le politiche che si possono mettere in atto per ridurre quella che viene chiamata l`"insostenibilita`" del debito pubblico.
guy haines e charles anthony bruno si trovano per caso a viaggiare nello stesso vagone di un treno diretto verso sud. per vincere la noia del viaggio cominciano a parlare e a raccontarsi vicende sempre piu` personali. e cosi` i due viaggiatori scoprono di vivere due situazioni assai simili. guy vuole divorziare dalla moglie per risposarsi, mentre charles deve liberarsi di suo padre. a un certo punto charles chiede a guy: "hai mai avuto voglia di ammazzare qualcuno?" da questa fatidica domanda prendera` l`avvio un`inquietante vicenda al limite del surreale, il cui esito, secondo il piano preciso di charles, sarebbe stato un duplice omicidio in cui ciascuno avrebbe dovuto uccidere per l`altro.
in queste pagine, divenute un classico della storiografia, il lettore trovera` tre millenni di storia (3500-500 a.c.) ripercorsi in modo unitario. utilizzando tutta la documentazione portata alla luce dalle ultime scoperte archeologiche (fra cui ebla e` solo la piu` nota), e grazie alle sue personali ricerche nell`arco di oltre venticinque anni, mario liverani ha potuto finalmente ricostruire, in chiave storica e non solo prevalentemente filologica, le vicende di popolazioni dai nomi altamente evocativi (sumeri, hittiti, assiri, babilonesi, ecc.). il ricco e vario apparato illustrativo per ogni periodo storico propone il materiale piu` caratteristico e rappresentativo, documentando il livello tecnologico cui era giunta l`attivita` produttiva dei popoli dell`antico oriente. questa nuova edizione, a vent`anni dalla prima, si e` resa necessaria dal trascorrere di "un tempo pieno di scoperte nel campo dell`antico oriente che si susseguono ad un ritmo molto piu` rapido che in altri settori della storia antica, nonostante gli ostacoli, per le vicende belliche e le condizioni politiche, frapposti all`attivita` archeologica in vari paesi. la grande innovazione dell`ultimo ventennio e` l`adozione di un modo di ragionare e di analizzare i problemi di tipo `sistemico`, che dobbiamo alla diffusione dello strumentario elettronico anche in campo storico. ma si tratta di un`innovazione che riguarda piu` la tecnica di lavoro che non la valutazione generale".
il libro si propone di approfondire l`analisi della crisi della liberta` italiana nel cinquecento, individuandone le cause nell`organizzazione del potere politico. il carattere monografico della ricerca si riflette nel piu` generale problema della crisi italiana del cinquecento e nell`affermarsi di una coscienza nobiliare che per due secoli improntera` di se` la societa` italiana.
non e piu il tempo della favola di borges in cui i cartografi dell?impero disegnano una carta cosi dettagliata che finisce per coprire con la massima precisione il territorio... e, se si dovesse riprendere la favola, oggi sono piuttosto i brandelli del territorio che imputridiscono lentamente sull?estensione della carta. qui e la sono vestigia del reale che sussistono, e non della carta, nei deserti che non sono piu quelli dell?impero, ma il nostro. ii deserto del reale stesso. il grande evento di questo periodo, il grande trauma, e questa agonia dei referenti forti, l?agonia del reale e del razionale, che introduce a un?era della simulazione. oggi si ha invece l?impressione che la storia si sia ritirata, lasciando dietro di se una nebulosa indifferente. in questo vuoto, rifluiscono i fantasmi di una storia passata, la panoplia degli eventi, delle ideologie... leucemia della storia e della simulazione. da oggi, la sola vera pratica culturale, quella delle masse, la nostra (piu differenza) e una pratica manipolatoria, aleatoria: labirinto di segni, che non ha piu senso... il simulacro puro e semplice della seduzione circola dovunque e, invece di essere l?incubo del discorso e portargli via la sua verita, serve semplicemente a lubrificarne i contorni.