
tre racconti pubblicati in questa collana- "casa paterna" - hanno richiamato su maria messina, scrittrice di cui nel giro di un cinquantennio si era del tutto perso il ricordo, l`attenzione dei lettori e dei critici. apprezzata da verga, con cui intrattenne una devota corrispondenza; recensita come "scolara del verga" da borgese, la messina e` da accostare, piuttosto, al pirandello dell`esclusa e di tante novelle che oggi si possono approssimativamente definire "femministe": quelle cioe` attente, vibranti di commossa partecipazione pur nella registrazione realistica, alla condizione femminile in sicilia qual era fino agli anni della seconda guerra mondiale. la ripubblicazione di questo romanzo (edito da treves nel 1921), dara`, crediamo, una piena conferma della qualita` della scrittrice e dara` misura dell`ingiustizia di averla - critici e storici della letteratura italiana dimenticata. leonardo sciascia (1982).



piccole donne, piccole creature, "piccoli gorghi in cui affondano esistenze che non hanno nemmeno la forza di gridare" (g.a. borgese) il libro e` una raccolta di novelle pubblicata per la prima volta nel 1911, quando non le mancava il favore del pubblico e della critica; sempre borgese, suo grande estimatore, scrisse: "la vita siciliana, quale essa la espone, non ha ne` pompa di paesaggio ne` drammaticita` sanguinaria. e` tutta in tono minore. sono `piccoli gorghi` in un`acqua paludosa, ove silenziosamente scompaiono vite cui manca perfin la forza di gemere..."

si tratta di una raccolta di novelle pubblicate per la prima volta a firenze nel 1921. "ragazze, dunque, ma" - osserva l`autrice - "dovremmo dire signorine siciliane". sono infatti signorine i personaggi, senza diritto alla maturita` e all`identita` sociali, se e finche` non lo traggono dal marito diventando "signore"; signore di un universo piccolo borghese miseramente angustiato dall`ossessione del "decoro", in cui il desiderio e` sempre colpa e la speranza un`ardita imprudenza.


