
tetsuya e` il miglior arciere del paese, ma si e` ritirato a vivere come un umile falegname in una valle remota. un giorno, un altro arciere venuto da lontano lo rintraccia e si presenta a lui per confrontarsi col migliore di tutti. tetsuya raccoglie la sfida, in cui dimostra allo straniero che non basta l`abilita` tecnica per avere successo, con l`arco e nella vita. un giovane del villaggio ha assistito al confronto, e implora tetsuya di insegnargli il cammino dell`arco di cui ha tanto sentito parlare. il maestro cede all`entusiasmo del giovane e decide di rivelargli i suoi segreti, che non faranno di lui soltanto un bravo arciere, ma soprattutto un grande uomo. il ragazzo, attraverso una serie di consigli ed esempi, impara cosi` a scegliere con cura gli alleati, a concentrarsi sul giusto obiettivo, a lavorare su di se` con costanza per migliorarsi, trovando la serenita` anche nei momenti burrascosi.

florent-claude labrouste e` un quarantaseienne funzionario del ministero dell`agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, piu` giovane di lui, con la quale condivide un appartamento in un anonimo grattacielo alla periferia di parigi. l`incalzante depressione induce florent-claude all`assunzione in dosi sempre piu` intense di captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media. una vitalita` rinnovata ogni volta grazie al captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare.

marco carrera, il protagonista del nuovo romanzo di sandro veronesi, e` il colibri`. la sua e` una vita di continue sospensioni ma anche di coincidenze fatali, di perdite atroci e amori assoluti. non precipita mai fino in fondo: il suo e` un movimento incessante per rimanere fermo, saldo, e quando questo non e` possibile, per trovare il punto d`arresto della caduta - perche` sopravvivere non significhi vivere di meno. intorno a lui, veronesi costruisce altri personaggi indimenticabili, che abitano un`architettura romanzesca perfetta. un mondo intero, in un tempo liquido che si estende dai primi anni settanta fino a un cupo futuro prossimo, quando all`improvviso splendera` il frutto della resilienza di marco carrera: e` una bambina, si chiama miraijin, e sara` l`uomo nuovo. un romanzo potentissimo, che incanta e commuove, sulla forza struggente della vita.

"un`impacciata studentessa, rivolgendomi una domanda, mi chiamo` `signora auschwitz`. luogo che abitava il mio corpo e che mi sentivo anche addosso, come una camicia di forza sempre piu` stretta, che negli ultimi due anni mi stava letteralmente soffocando, senza che fossi capace di liberarmene." ha inizio cosi` il viaggio nei tormenti dell`anima di una "sopravvissuta", destinata a dibattersi tra i lacci di una memoria cui non si scappa e il desiderio di liberarsi del peso insopportabile di un passato che la inchioda al ruolo di "testimone". obbligata a rendere conto di un orrore che non si lascia raccontare e rinnova il sentimento di una perdita irreparabile, la "sopravvissuta" non puo` andare "oltre" e ritrovare una serena normalita`, e` costretta ogni volta a ricominciare da capo. eppure al destino non si sfugge e "il dono della parola" e` anche il suo eterno tormento. il dovere di non dimenticare si capovolge nella condanna a ricordare e soffrire, e il desiderio di fuga riaccende un insopprimibile senso di colpa. come se il silenzio sottintendesse un vergognoso tradimento. un racconto sul dolore della memoria, sulla distanza che lenisce, sull`indifferenza degli altri, sulla disperazione di fronte all`incredulita`, sull`eroismo necessario per raccontare l`orrore che si e` vissuto.

quasi un decennio dopo "farla finita" con eddy bellegueule, il suo esordio divenuto un caso editoriale internazionale, edouard louis torna a parlare della sua storia e lo fa con un romanzo malinconico, lucido e affascinante. una storia di apprendimento, di lotta e di metamorfosi per sfuggire alla poverta`, alla violenza e all`esclusione. il racconto del percorso lungo e doloroso che l`ha portato da un`infanzia difficile, segnata dalla miseria economica, morale e culturale, ad affermarsi come una delle voci piu` forti e interessanti della letteratura francese. "metodo per diventare un altro" e` un viaggio che, da racconto autobiografico, si fa denuncia della societa` e del sistema di valori in cui viviamo, ma che vuol essere anche una speranza per chiunque voglia, sopra ogni cosa, essere se stesso.

arrivato a parigi per un incontro atteso da troppo tempo, il vecchio ossyan guarda alla sua vita e, come in una moderna mille e una notte, affida a un misterioso ascoltatore il racconto delle sue avventure. cresciuto a beirut, ultimo discendente di una nobile famiglia ottomana, viene educato in uno spirito liberale e insofferente verso i pregiudizi razziali. ossyan si trasferisce per gli studi in francia dove, durante la lotta eroica per liberare il paese dai nazisti, conosce clara, un`ebrea di cui si innamora perdutamente. insieme a lei decide di vivere la sua personale rivoluzione: lui, un musulmano, sposa una ragazza ebrea proprio quando il mondo intero sembra rassegnato a vedere la violenza dividere per sempre le due culture. i casi della vita e il corso della storia metteranno a dura prova la loro scelta: privati di un futuro insieme, delle gioie piu` semplici, cosa rimane loro? un amore in sospeso, un amore quieto ma, forse, piu` potente della storia.

cosa ci rende quello che siamo? perche` conduciamo la nostra vita e non un`altra? un nuovo anno sta per concludersi e asle, un anziano pittore rimasto vedovo, ripensa alla sua storia. l`uomo vive da solo sulla costa norvegese, i suoi unici amici sono il suo vicino, ?sleik, un contadino-pescatore scapolo, e beyer, un gallerista che vive in citta`, a un paio d`ore di auto. li` vive anche un altro asle, artista anch`egli, solitario e consumato dall`alcool. asle e asle sono due versioni della stessa persona, due racconti della stessa vita, che si interrogano sull`esistenza, la morte, l`ombra e la luce, la fede e la disperazione.

due uomini condividono lo stesso nome, asle. uno e` un uomo di successo, l`altro alza il gomito troppo spesso. viene da pensare che siano la stessa persona, eppure a volte si incontrano e si parlano. il tempo e lo spazio li seguono come due rette che a volte sembrano intersecarsi, su quella che potrebbe essere la costa sudoccidentale della norvegia, tra i ghiacci, il mare scuro e i fiordi. tra amori fugaci, alcool, gruppi rock e sigarette, i due asle si incontrano per la prima volta. si assomigliano, si vestono allo stesso modo ed entrambi vogliono fare i pittori. e sara` proprio grazie all`arte, frequentando l`accademia, che asle conoscera` per la prima volta sua moglie, e se ne innamorera` all`istante. con una prosa seducente, quasi magica, "io e` un altro" racconta cosa significa essere vivi: il calore di un cane sulle ginocchia, un abbraccio, il piacere di guidare in silenzio, svegliarsi con una buona colazione. la scrittura di jon fosse incanta con la sua poesia mentre da` vita alla voce indimenticabile di asle, una riflessione a tutto campo sull`amore, sull`arte e sull`amicizia.

"perche` sentiamo leonardo cosi` vicino e cosi` presente? perche` e` un artista imperfetto. la sua indubbia genialita` lo rende diverso da chiunque altro, pero` la sua e` una diversita` che non comporta lontananza e distacco. e vicino a noi, prossimo agli uomini che non sono geni assoluti, perche` il suo e` un continuo tentativo di capire il mondo, sperimentando. leonardo e` stato ogni cosa: scrittore, architetto, scultore, pittore; ma sebbene di lui vi siano immagini innumerevoli, non si conoscono i suoi progetti architettonici e le sue sculture. in lui il tentativo e` stato sempre piu` forte della realizzazione delle cose. la pittura e` il momento piu` pieno di questa carriera incompleta, frammentaria e divisa, che lo rende cosi` vicino alla sensibilita` contemporanea. l`artista ha un`anima che vive nell`estensione di se` che e` il suo dipinto, cosi` il pensiero di leonardo vive nella sua opera, che si proietta in un tempo che supera il nostro. il desiderio che motiva leonardo, piu` di ogni altro artista, e` il tentativo di superare il confine del tempo, superare la morte: e` entrare nella dimensione dell`immortalita`. ecco perche` ascoltiamo le sue parole: perche` leonardo e` vivo." vittorio sgarbi compone un ritratto inedito di leonardo, raccontandone le imprese e le opere, il contesto artistico in cui e` cresciuto e la straordinaria risonanza che ha avuto lungo i secoli, tracciando il percorso luminoso di un "genio dilettante" che arriva fino a duchamp, fino a dali`, fino a noi.

"`la cupa` e` lo strascico nevicato in polvere di tufo, la deriva della nostra societa`, dove la manipolazione dell`odio di massa conduce al potere. il protagonista giosafatte `nzamamorte ha celato e nascosto, sotterrato per anni, un orrore e sulle falde acquose di quell`orrore ha creato un mondo osceno e irraccontabile. quest`opera narra la deriva di un pianeta in un tempo senza creazione, senza creativita`; prima si giocava con le pietre e con quelle ci si immaginava a essere guerrieri, soldati o principi e mostri, ora quei mostri sono gia` creati e con un gesto su un touch-screen si ha la sensazione di portarli alla vittoria. in questo pensiero ho condotto una riflessione piu` grande: l`impossibilita` di essere padre senza mal ferire e senza peccato. in un mondo che definivo qualche anno fa alla deriva e ora in balia dell`arenile di una baia che non ha porto, non ha civilta`, non ha bussola, versante, senso, rotta e non ha neanche un ponte al quale attraccare, ne` posto sicuro dove emigrare. anche se fosse l`inutile pontile della mia torregaveta. creare vita, essere pronti a essere i padri, e` ancora auspicabile? la famiglia e` il termometro dell`esistenza, e` la spia che da sempre, nella sua virulente forma, ha lasciato scoperte le facciate agli scoppi delle sue crepe. dalla terra sono stati creati uomini e case. dalla pietra, dalle insidie della terra, ci difendiamo con la pietra, nella pietra ci tumuliamo. la rivolta e` il crollo. mettere sottosopra, commettere stragi o resistere ai cambiamenti per mutare quei cambiamenti stessi. un rituale di trasformazione e metamorfosi. una favola di anime, uomini e bestie che si chiude con una frana che smuove tutte le malefatte dissotterrate e nascoste."

nell`estate del 1991, in un soffocante appartamento di new york, un gruppo di immigrati russi si riunisce attorno al letto di morte di alik. artista fallito ma carismatico, uomo energico innamorato dei piaceri mondani, amato da donne e uomini in egual misura per la sua gioia di vivere, umanita` e forza, e` costretto a letto da una malattia che non da speranza. nonostante tutto, pero`, e` capace di rallegrare anche quella che e` diventata la sua veglia funebre. mentre alik attende la sua ora, i suoi cari ricordano le esperienze condivise e la vita vissuta prima di lasciare il paese natale, discutono su quale donna fosse l`amante preferita del malato o se dovessero battezzarlo, mentre tengono d`occhio quello che sta accadendo nella loro vecchia patria, quell`unione sovietica, che, come alik, si trova ad affrontare la fine. ludmila ulitskaya, una delle piu` grandi autrici russe, cattura, con umorismo e grande profondita` psicologica, la complessita` delle emozioni umane. un romanzo che racconta la vita attraverso la morte e l`amore attraverso la perdita, e anche come, nell`esilio, ognuno cerchi a modo suo una patria.

"moltissime teorie della traduzione, che negli anni stanno sempre piu` infittendosi, se non la maggior parte, si sviluppano senza contenere al loro interno degli esempi pratici, che e` come fare un libro sui dinosauri senza inserirvi neanche una illustrazione. ho voluto portare avanti un approccio alla traduzione non dall`alto, ma dal basso, esaminando esperienze concrete, provando si` a chiarire dei punti teorici, ma senza preoccuparmi troppo di arrivare a una teoria definitiva." questo volume, diventato un classico contemporaneo per gli studi sulla traduzione, si propone di agitare problemi teorici partendo da esperienze pratiche, quelle che l`autore ha fatto nel corso degli anni come correttore di traduzioni altrui, come traduttore in proprio e come autore tradotto che ha collaborato con i propri traduttori. la questione centrale e` naturalmente che cosa voglia dire tradurre, e la risposta - ovvero la domanda di partenza - e` che cosa significhi "dire quasi la stessa cosa". a prima vista sembra che il problema stia tutto in quel "quasi" ma, riflettendoci, molti sono gli interrogativi anche rispetto al "dire", rispetto allo "stessa" e soprattutto rispetto alla "cosa".

un uomo e` al volante. guida senza sapere davvero dove sta andando. ha effettuato diverse svolte a sinistra, altrettante ne ha fatte a destra, fino a ritrovarsi di fronte a un bosco, lungo un vecchio sentiero sterrato segnato da profondi solchi. il sole e` gia` calato, nevica e fa molto freddo: qualsiasi altra persona sarebbe gia` tornata su strade e pensieri piu` tranquilli e sicuri. ma il protagonista di questa storia si e` gia` inoltrato nel fitto della boscaglia, e la macchina rimane bloccata nel fango. mentre cerca aiuto nel bosco, perdendosi inevitabilmente, nell`oscurita` un bagliore lo sorprende... "non mi ero mai comportato peggio di cosi`, prima rimanere bloccato con la macchina e poi entrare nel bosco in cerca di aiuto, come era potuto venirmi in mente di trovare aiuto nel bosco, in quella selva oscura, che razza di idea, no, era un errore chiamarla idea, era piu` una trovata improvvisa, una cosa del genere, che mi era balzata in testa cosi`. una sciocchezza. pura follia. stupidita`. pura e semplice stupidita`." un uomo sperduto nella natura, un incontro improvviso e misterioso, una storia potente del premio nobel per la letteratura 2023, che indaga in maniera selvaggia e poetica gli enigmi del nostro animo.