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l`autore parte dal presupposto che la presenza di intelligenze extraterrestri che periodicamente visitano il nostro pianeta sia scientificamente provata: qualcuno ci osserva da tempo. fin dagli albori dell`umanita`, secondo pinotti, creature aliene hanno interagito, nel bene e nel male, con essa; e tutt`oggi tentano di entrare in contanno con noi. in questo libro l`autore fa il punto su cinquant`anni di analisi del fenomeno, soprattutto nel nostro paese, basandosi su fatti "provati", verificati dal centro ufologico nazionale e dall`aereonautica militare iitaliana.

in questo libro l`autore ricostruisce la vita, le opere di rembrandt e la storia stessa dell`olanda e dell`europa del seicento attraverso gli occhi di un suo grande protagonista, utilizzando, come chiave di lettura di un intero periodo storico, le splendide tele dello stesso rembrandt. shama delinea il profilo di un uomo alla perenne ricerca di se` e animato da un irresistibile istinto di competizione. esplora anche l`universo degli affetti di rembrandt: l`amatissima moglie e modella, prematuramente scomparsa; l`adorato figlio titus, che gli sara` strappato dalla peste; la tormentata maturita`, in cui ebbe al fianco l`amante hendrickje stoffels.

protagonista di questo romanzo, originariamente pubblicato dal conte nuvoletti nel 1972 e` felicita, figlia di un contadino che, nella campagna mantovana di inizio novecento, e` riuscito a elevarsi al rango di "padrone". forte di una bellezza non comune oltre che di un carattere deciso, felicita a diciotto anni ha gia` scelto chi sara` il suo sposo: lisander, figlio di agricoltori di una casta "superiore", e fara` di tutto pur di riuscire nel suo intento. attorno alla storia di questo matrimonio di fidanzati lombardi, in cui si sente qualche eco manzoniana, nuvoletti costruisce con nostalgia e precisione un intero mondo, quello della societa` agraria padana non ancora rovinata dal consumismo e dall`evoluzione dei costumi.

apparso nel 1690, nel clima storico appena successivo alla liberazione di vienna dall`assedio dei turchi, il poema "iesus puer" del gesuita tommaso ceva fu accolto con entusiasmo in italia come in europa, dove fu tradotto in tedesco e in francese. muratori, nel trattato "della perfetta poesia italiana", lo considero` esemplare per la capacita` dell`autore di far vedere le cose per mezzo di vivissime immagini. ceva costruisce la trama partendo dalla tesi, illustrata dal gesuita portoghese sebastia`o barradas, secondo cui gesu`, ancora bambino, manifesto` agli abitanti di nazareth la sua divinita`; i meccanismi che ne determinano lo sviluppo sono ricavati dai vangeli apocrifi, dalla letteratura agiografica, nonche` dall`opera di ireneo di lione contro le eresie. ma ben piu` significativa risulta la presenza di modelli rintracciabili negli autori latini (soprattutto, virgilio, ovidio, stazio, claudiano), neolatini (battista mantovano, sannazaro, vida, mascardi) e italiani (come tasso e marino). questa edizione indaga e ricostruisce, nel documentato commento di felice milani, la tradizione letteraria che sta alla base del poema. l`autore afferma che il poema, dai personaggi in parte illustri in parte umili che conducono l`azione, assume la natura di comico-eroico. i personaggi umili sono i contadini, le donne, le ragazze e i bambini di nazareth e di engaddi: ma dietro di loro noi intravediamo in realta` la gente della campagna milanese.

"dalla a di gianni agnelli alla z di federico zeri, alcune decine di conversazioni, interviste, dialoghi, e magari anche chiacchiere, con illustri contemporanei quali roberto longhi, aldo palazzeschi, giovanni comisso, mario soldati, cesare brandi, federico fellini, luciano anceschi, luchino visconti, alberto moravia. e notevolissimi coetanei, o quasi - da calvino e testori e pasolini, a parise e manganelli e berio -, coi quali ci si ripromettevano lunghe polemiche anziane davanti a un bel camino acceso, con vino rosso e castagne e magari cognac. invece, la storia giro` diversamente. e cosi`, oltre ad alcuni coetanei vitali e viventi, eccoci qui con care e bizzarre memorie evidentemente prenatali: dossi, tessa, puccini, d`annunzio, e la mia concittadina vogherese carolina invernizio, nonna o bisnonna di mezza italia letteraria." (alberto arbasino)

"leggere la terra e il cielo" e` un viaggio tra le meraviglie dell`universo fatto usando i classici della letteratura scientifica come bussola. la` fuori (o dentro di noi: il cervello umano e` la struttura piu` complessa dell`universo) ci sono realta` tanto vaste, complicate, sfuggenti che un osservatore non specialista puo` solo sentirsi disorientato. dimensioni subatomiche in cui la realta` bolle come una pentola d`acqua; oggetti cosmici cosi` densi da modificare lo scorrere del tempo; stati della materia esistiti solo frazioni di secondo dopo il big bang ricreati nella periferia svizzera; creature preistoriche che sembrano uscite da un incubo di stephen king; piante che comunicano tra loro; la nascita dell`uomo e la sua estinzione; la fine stessa del cosmo... lo smarrimento e l`incantamento che ci avvincono al cospetto di fenomeni di questo tipo ce li hanno raccontati gli scienziati e gli scrittori di scienza con i loro libri, da stephen hawking a douglas r. hofstadter, da carlo rovelli a stephen jay gould, oliver sacks e tanti altri. mettendo questi libri uno accanto all`altro si scopre che non solo disegnano una `storia portatile` di tutto cio` che esiste, ma che regalano anche una straordinaria dose di bellezza, un`intensita` emotiva e d`immaginazione che solitamente pensiamo esclusiva del romanzo. e che possono rivelarsi un sorprendente antidoto alla malinconia di questi tempi inquieti, un modo per fare i conti con la complessita` delle nostre vite, un invito al viaggio. un`ode alla curiosita` infinita degli esseri umani.

"r.u.r. rossum`s universal robots", scritta nel 1920, e` l`opera teatrale che introduce nella cultura mondiale il termine "robot". nella prima meta` degli anni venti si afferma sui palcoscenici di tutto il mondo con grande rapidita`: nel 1921 e` in scena a praga e aquisgrana, un anno dopo a varsavia, belgrado e new york, nel 1923 a berlino, vienna, londra e zurigo, nel 1924 a parigi, bruxelles, stoccolma e tokio. utopia planetaria che coinvolge il destino dell`intera umanita`, propone una riflessione sulle paure ancestrali che l`uomo del xx secolo prova di fronte alla rapidita` senza precedenti con cui il progresso scientifico avanza. la creazione di un uomo artificiale, il suo sfruttamento nel mercato del lavoro e perfino lo scoppio di guerre distruttive sono all`epoca temi gia` noti; la grande novita` del dramma tragicomico di karel capek consiste nel ridurre al minimo la distanza tra creatura artificiale e umana. il robot e` un operaio artificiale non meccanico, e` una replica semplificata dell`uomo: nelle intenzioni dell`autore "r.u.r." e` un grido d`allarme, "un ammonimento alla societa` tecnologica, perche` si avveda in tempo del baratro in cui sta precipitando". sara` invece l`aspetto spettacolare e drammatico della lotta tra uomini e robot a catturare l`attenzione degli spettatori e a inaugurare un filone che avra` grande successo letterario e cinematografico lungo il novecento.

. (giorgio manganelli)

il giovane ilyas e` poco piu` che un bambino quando viene rapito dalla famiglia per mano di un soldato askaro di stanza nelle colonie tedesche dell`ostafrika. cresce affidato a un agricoltore europeo, impara la lingua e si guadagna un`istruzione, ma la vita insieme ai colonizzatori lo allontana dal suo popolo, ne fa un forestiero a casa propria. allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola volontario per combattere al fianco dei tedeschi, lasciando la sorella afiya nella casa dell`amico khalifa. qui la ragazza incontra il giovane hamza, tornato dal conflitto senza un soldo e con molte cicatrici nel corpo e nell`anima: dalla loro unione nasce una speranza, un figlio chiamato ilyas come lo zio scomparso. ma ormai sono gli anni trenta, la guerra che sta per scuotere ancora l`europa arriva fino alle colonie africane, e il piccolo ilyas comincia a sentire una voce misteriosa che sembra parlare solo con lui.

sono le cinque meno dieci esatte. il lago s`intravede all`orizzonte: e` una lunga linea di grafite, nera e argento. l`uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. non prova ribrezzo per il suo lavoro, anzi: sa che e` necessario. e sa che e` proprio in cio` che le persone gettano via che si celano i piu` profondi segreti. e lui sa interpretarli. e sa come usarli. perche` anche lui nasconde un segreto. l`uomo che pulisce vive seguendo abitudini e ritmi ormai consolidati, con l`eccezione di rare ma memorabili serate speciali. quello che non sa e` che entro poche ore la sua vita ordinata sara` stravolta dall`incontro con la ragazzina col ciuffo viola. lui che ha scelto di essere invisibile, un`ombra appena percepita ai margini del mondo, si trovera` coinvolto nella realta` inconfessabile della ragazzina. il rischio non e` solo quello che qualcuno scopra chi e` o cosa fa realmente. il vero rischio e`, ed e` sempre stato, sin da quando era bambino, quello di contrariare l`uomo che si nasconde dietro la porta verde. ma c`e` un`altra cosa che l`uomo che pulisce non puo` sapere: la` fuori c`e` gia` qualcuno che lo cerca. la cacciatrice di mosche si e` data una missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. niente puo` impedirglielo: ne` la sua pessima forma fisica, ne` l`oscura fama che la accompagna. e quando il fondo del lago restituisce una traccia, la cacciatrice sa che e` un messaggio che solo lei puo` capire. c`e` soltanto una cosa che puo`, anzi, deve fare: stanare l`ombra invisibile che si trova al centro dell`abisso.

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