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a un corso di horowitz, a salisburgo, si incontrano tre giovani pianisti. due sono brillanti, promettenti. ma il terzo e` glenn gould: qualcuno che non brilla, non promettente, perche` e`. una magistrale variazione romanzesca sul tema della grazia e dell`invidia, di mozart e salieri, ma ancor piu` sul tema terribile del "non riuscire a essere".

"anziche` lo scrittore," ha detto una volta roberto bola?o "mi sarebbe piaciuto fare il detective privato. sicuramente sarei gia` morto. sarei morto in messico, a trenta, trentadue anni, sparato per strada, e sarebbe stata una morte simpatica e una vita simpatica". simpatica, eppure segnata gia` dalla sconfitta e dalla follia, dissipata e bohe`mienne, esaltante e allucinata, dopata di sesso, poesia, marijuana e mezcal, e` sicuramente la vita dei protagonisti di questo libro, che enrique vila-matas ha descritto come "il viaggio infinito di uomini che furono giovani e disperati, ma non si annoiarono mai". "i detective selvaggi" e` infatti il romanzo delle loro avventure, ed e` quindi un romanzo di formazione; ma e` anche un romanzo giallo nonche`, come tutti quelli di bola?o, un romanzo sul rapporto tra la finzione e la realta`. un libro, ha scritto un critico messicano, "simile a uno stadio dove la gente entra ed esce in continuazione", e dove, come avviene in 2666, si incrociano e si aggrovigliano, spesso contraddicendosi, le "versioni" di un`infinita` di personaggi (tutta gente che "on the wild side" non si e` limitata a farci un giro): poetesse scomparse nel deserto del sonora e puttane in fuga, ex scrittori di avanguardia e magnaccia imbufaliti, architetti vaneggianti e poliziotti corrotti, cameriere libidinose e poeti bisessuali, e poi avvocati, editori, neonazisti e alcolizzati...

sei feriti in una rissa, quattro ubriachi ripescati in mare, solo tre scomparsi: un grande successo per la polizia di rimini dato che la notte rosa, il capodanno estivo della riviera che richiama in citta` migliaia di persone, nella prima sera poteva fare molti piu` danni. ma il sollievo dura poche ore, il tempo di registrare un`altra scomparsa: quella della madrina della serata di chiusura, giulia ginevra mancini, la fashion blogger piu` famosa d`italia, fidanzata del campione di moto gp malcom piccinelli, gloria locale e nazionale. come se non bastasse, poco fuori citta` vengono ritrovati un`auto crivellata di colpi di kalashnikov e tre cadaveri. i pensieri del vice questore costanza confalonieri bonnet sono piu` cupi del solito, nonostante qualche telefonata di troppo con un fascinoso capitano di peschereccio le faccia battere il cuore. e anche la sua squadra non e` di buon umore: orlando seneca appicciafuoco e` costretto a dare brutte notizie a una famiglia di nomadi siciliani, emerson balducci e` turbato da un tatuaggio cinese di dubbia interpretazione, cecilia cortellesi viene costretta a salire su una minimoto. ma soprattutto, un`indagine che sembrava nata per finta comincia a fare paura davvero.

"vite minuscole" esce in francia nel 1984. e il primo libro di uno scrittore ignoto al milieu letterario, ma e` subito chiaro che si tratta di un esordio folgorante. e audace: recuperando una tradizione che risale a plutarco, a svetonio, all`agiografia, michon ci racconta le vite di dieci personaggi non gia` illustri o esemplari, ma, appunto, minuscoli: e dunque votati all`oblio se non intervenisse a riscattarli una lingua sontuosa, di inusitata e abbagliante bellezza, capace di "trasformare la carne morta in testo e la sconfitta in oro". vite come quella dell`antenato alain dufourneau, l`orfano che vuole "fare il salto nel colore e nella violenza", in africa, convinto che solo laggiu` un contadino diventa un bianco e, fosse anche "l`ultimo dei figli malnati, deformi e ripudiati della lingua madre", puo` sentirsi piu` vicino alla sua sottana di un nero; o come quella, lacerante, di euge`ne e clara, i nonni paterni, inchiodati nel ruolo di "tramite di un dio assentato" - il padre, il "comandante guercio", che ha preso il largo e da allora scandisce la vita del figlio come la stampella di long john silver, nell`isola del tesoro, "percorre il ponte di una goletta piena di sotterfugi" o come quella dei fratelli roland e re`mi bakroot, i compagni di collegio, torvamente sprofondati nel passato remoto dei libri il primo, nell`invincibile presente il secondo, e uniti da una rabbia ostinata non meno che da un folle amore.

ci sono cosi` tante cose, in ret samadhi, come in un affresco che non si puo` contenere in uno sguardo. nell`india del nord, c`e` una donna ottantenne che rifiuta la vita dopo aver perso il marito. raggomitolata nel suo letto, aderisce al muro tanto da sembrarne una fessura. c`e` il fratello grande, funzionario statale che festeggia la pensione con un ultimo pranzo dalle dimensioni epiche, e c`e` il minore, che soffre di una strana malattia: non riesce a ridere. c`e` la sorella, bandita da casa per i suoi atteggiamenti anticonvenzionali, e c`e` la nuora, rimasta a governarla. ci sono i nipoti, e un nugolo di personaggi minori in continuo movimento intorno alla famiglia. ci sono oggetti, animali, piante, fiori, frutta. e ci sono le porte, mute, da cui tutto va e ritorna. e proprio da una di quelle porte passa la madre, che, inaspettatamente, riprende animo e decide non solo di staccarsi dalla parete, ma di raggiungere il pakistan, la terra divisa dalla partizione, la terra dei traumi della sua gioventu`. il cancello. si puo` immaginare la costernazione della famiglia, soprattutto quella della figlia, cresciuta nell`idea di essere lei, quella destinata ad attraversare soglie invalicabili. geetanjali shree affronta questa drammatica materia con la forza di una scrittura giocosa, esuberante, umoristica, e al contempo profondamente sensibile e umana, che contamina forme, lingue e linguaggi trasformando una saga famigliare in una sfavillante tessitura in cui, miracolosamente, tutto e` espressivo e tutto si tiene in una magnifica unita`.

lungo l`intera storia del pensiero, il legame tra biografia e speculazione filosofica si e` spesso rivelato determinante, ma mai come in giordano bruno, che guardava alla propria vita come a un dono degli de`i, in vista di un destino eccezionale. lo testimonia questa documentata biografia, che, scritta dal massimo interprete di bruno, offre anche la migliore chiave d`accesso al nucleo piu` profondo della sua esperienza filosofica. un`esperienza, e una vita, eminentemente rinascimentali, indagate e raccontate con maestria, fino al culmine del celebre processo; e qui, prendendo le distanze dal mito di un bruno pronto a immolarsi quale martire del libero pensiero, ciliberto lo mostra impegnato a giocare tutte le proprie carte per salvarsi. solo dopo ottanta mesi di prigionia e di travaglio interiore, giordano bruno scegliera` la morte - e riuscira` nello stesso tempo a capovolgere il rapporto con gli inquisitori, ergendosi a giudice e riducendo la congregazione al ruolo di imputato davanti al tribunale della verita`.

"sono violenti e perfidi assassini. sono mutanti e omosessuali lussuriosi. sono guerrieri di un mondo a venire e sono giovani. soprattutto giovani. sono i ragazzi selvaggi, creature di un romanzo apocalittico". (tommaso pincio)

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