
non sempre un`opera prima segna la nascita di uno scrittore. ma se si tratta di william faulkner, e se la materia del romanzo ha il sapore di un regolamento di conti, o di un risarcimento, il miracolo puo` avvenire. quando "la paga dei soldati" esce per la prima volta, nel 1926, faulkner ha trascorso gli otto anni dalla fine della grande guerra raccontando episodi del conflitto; e l`impressione che il lettore comune ricava dal libro e` che il suo protagonista, il tenente donald mahon, sia un alter ego dell`autore. cosi` non e`, dal momento che faulkner, scartato dall`aviazione americana per un problema di centimetri e poi arruolatosi sotto falso nome in quella canadese, non aveva fatto in tempo a partire per l`europa prima dell`armistizio: dunque non era stato, come mahon, orribilmente ferito in combattimento, ne` aveva dovuto attraversare una tormentosa convalescenza affidandosi alle cure di tre donne la sensuale fidanzata cecily, "insincera come un sonetto francese", la governante emmy, sua amante anni prima per una sola notte, e la giovane vedova margaret powers. il dolore e le passioni di mahon - o di quanto resta di lui si trasformano cosi` in quell`urlo che di faulkner diverra` piu` tardi l`emblema: e in un magnifico furore che investe le passioni e le miserie di un intero microcosmo, su su fino alla "muta cacofonia dorata delle stelle".

all`apparire di questo saggio, nel 1967, la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della neoavanguardia. manganelli fu assegnato (e si assegno` egli stesso) a quest`ultimo campo. la sua letteratura rivendicava un`ascendenza piu` remota e insolente: quella della letteratura assoluta. una concezione per cui la ricerca del "vero" risultava interessante, in quanto materiale per nutrire una finzione onniavvolgente quale e`, nella sua ultima essenza, la letteratura. questo saggio portava allo scoperto la natura menzognera della letteratura, analizzando autori come carroll e stevenson, nabokov e dickens, dumas e rolfe.

il romanzo racconta le vicissitudini e le avventure di un gruppo di ragazzi, ambientate nella tarda primavera del 1918, in una cittadina dell`alta ungheria lontana dal fronte, dove la vita, placida e sonnacchiosa in apparenza, e` profondamente inquinata dalle venefiche esalazioni della guerra. abbandonati a se stessi mentre i padri combattono chissa` dove, i giovani in bali`a dei demoni della loro "rivolta contro l`utile e il pratico", dichiarano guerra al mondo degli adulti inventandosi giochi molto, troppo pericolosi. un oscuro commediante, che diventa il loro mentore occulto coinvolgendoli nelle sue trame perverse, li trascinera` verso un epilogo tragico e inevitabile.


come sempre candido e scaltro twain irride ogni cosa, dal governo centrale ai coyote e ci offre una sequenza di 79 capitoli che sono ciascuno un piccolo romanzo, con la prodigalita` di un giocatore di roulette che per una volta e` uscito dalla bisca per farsi ripulire. ogni capitolo e` una chiacchierata intorno al fuoco e la somma di queste chiacchiere e` un`epopea. twain ride per sopravvivere, e far sopravvivere, in mezzo agli orrori e allo splendore del west.

















grande saggista gadda lo e` sempre stato: sin dal 1927, quando e` apparsa su

nel "giorno piu` caldo di una delle estati piu` calde che si ricordino", federico desideri, giovane giornalista di belle speranze ma di scarse soddisfazioni, riceve dal direttore della rivista "di nicchia" con cui collabora l`incarico di andare a roma a intervistare un famoso regista, autore di un film di strepitoso successo al centro del quale giganteggia un memorabile, fascinoso cialtrone. federico scoprira` ben presto che il regista e` latitante, ma in compenso, nel corso di una serata mondana, gli verra` indicato colui che di quel personaggio si dice sia stato il modello: barry volpicelli. sorta di psicopompo a meta` strada tra un pifferaio magico e il bruno cortona del sorpasso, barry condurra` federico in un luogo incantato: il paradiso, immenso compound di ville e bungalow sgarrupati sul litorale laziale, dove vive in compagnia di un ristretto gruppo di vecchi freak amabili e strampalati. un ambasciatore che accumula prodotti di discount, un ginecologo a riposo che alleva galline ornamentali, il principe gelasio aldobrandi che - in preda a una perenne angoscia "misticoaraldica" - persegue il sogno irrealizzabile di un erede, una coppia di lesbiche che rimpiangono i giorni fasti in cui venivano invitate in vaticano da papa ratzinger, una ex bellona che accusa l`intero cinema italiano di averle rubato le idee e, non ultime, la prima e la seconda signora volpicelli. fra interminabili conversazioni di delirante futilita`, e una notte in cui qualcuno rischia di uccidere uno degli ospiti, fra l`arrivo di una celebre influencer e una morte sospetta, molte sono le cose che il giovane federico vedra` e imparera` durante il suo soggiorno al paradiso. fino al momento in cui si rendera` conto di non poterne, o non volerne, piu` uscire.