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naso adunco, capelli ricci neri, bassa statura, barba folta, lunghi boccoli... la figura dell`ebreo, dalle caratteristiche fisiche volutamente accentuate fino alla caricatura da una precisa e martellante iconografia cristiana, e` divenuta nel corso del tempo stereotipo di avarizia e di doppiezza malvagia. bernhard blumenkranz usa l`arte cristiana medievale come uno specchio in cui si riflette questo ebreo stereotipato, per ricostruire genesi e sviluppi dell`antisemitismo cristiano. il libro e` un viaggio attraverso la mentalita` medievale espressa con una ricchissima documentazione iconografica.

come valutare le conseguenze dello sfruttamento non controllato della natura? e` possibile indicare un comportamento "giusto" ossia moralmente corretto?

argomenti trattati: introduzione all`architettura di de stijl; schede di lettura; documenti e testi; guida alla ricerca; itinerario attraverso l`architettura di de stijl; bibliografia ragionata; dizionario biografico; glossario.

la caduta di costantinopoli nel 1453 apparve ai contemporanei come un evento epocale. mentre gli eserciti turchi sembravano ormai destinati a conquistare roma e a instaurare un nuovo impero islamico, in tutta l`europa dilago` un clima di terrore in cui presero a diffondersi profezie che annunciavano conseguenze terribili e perfino la fine del mondo. la caduta di costantinopoli del 1453 nelle mani dei turchi segna la fine di un impero bimillenario e di un potere che si riteneva universale. e un evento epocale ma anche la fonte di sogni, di aspirazioni, di leggende e di profezie.

il 24 maggio 1915 l`italia entro` nella prima guerra mondiale, dopo mesi di dibattiti, scontri, emozioni. quel giorno chi la guerra l`aveva decisa si senti` sollevato. i vecchi alleati, ora nemici, accusarono l`italia di tradimento; i nuovi alleati sperarono di sfruttare l`apertura di un altro fronte. chi il conflitto l`aveva sognato festeggiava e correva ad arruolarsi; chi l`aveva osteggiato osservava in silenzio. le truppe passarono maldestramente il confine e iniziarono a combattere. ma quel 24 maggio c`era chi gia` combatteva un`altra guerra, in territori oltremare o sotto un`altra bandiera; chi veniva internato in quanto suddito nemico o sospetta spia e chi vedeva la propria citta` sottoposta al potere militare. c`era chi organizzava comitati civici, chi scioperava, o semplicemente si occupava dei fiori. fu un conflitto nuovo, moderno, totale.

cento anni fa, per tutto il 1921 e poi nel 1922, l`italia fu investita da una guerra civile scatenata dal fascismo, autoproclamatosi `milizia della nazione`, contro tutti i partiti avversari. da cento anni gli osservatori coevi e poi gli storici hanno cercato di spiegare un fenomeno cosi` sorprendente, proponendo le piu` varie interpretazioni. in questo libro emilio gentile, avvalendosi di una vasta documentazione di archivi pubblici e privati, ricostruisce le vicende che provocarono il crollo della democrazia italiana e posero le fondamenta di un regime totalitario. come ebbe inizio la marcia del fascismo? chi erano i fascisti? chi erano i finanziatori dello squadrismo? chi si oppose e chi favori` la conquista fascista del potere? fu mussolini il duce che guido` il fascismo al potere o fu il fascismo che spinse mussolini al potere, trasformandolo in duce? a queste domande emilio gentile ha cercato di dare risposte realistiche, documentate e argomentate. e con le sue risposte racconta una storia del fascismo che va oltre le interpretazioni tradizionali o convenzionali, perche` i suoi protagonisti sono persone in carne e ossa e non astratte entita` collettive.

il libro perfetto e` sullo scaffale in alto, nell`angolo, a portata della tua mano. l`ignoto ignoto, cio` che non sapevi di non sapere, e` li` che ti aspetta in fondo alla libreria.

la giustizia riparativa - che ha l?ambizione di risanare la frattura tra chi ha commesso e chi ha subito un torto - non e l?utopia di qualche filosofo del diritto: e ormai a tutti gli effetti una legge italiana. per questo e importante capire che cosa e e come funziona. non si tratta di sostituire il processo penale tradizionale. e invece uno strumento parallelo e pienamente operativo che chiama in causa non solo vittima e autore del reato, ma anche il giudice, i mediatori, in qualche caso pezzi di collettivita che possano essere stati coinvolti: un quartiere, un paese, un?associazione. alla ?vendetta pubblica? della punizione tradizionale si offre un?altra strada, un percorso di pacificazione, perche la societa intera possa tentare di superare le fratture che ogni atto criminoso comporta.

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