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negli ultimi anni e` cambiato il rapporto della societa` con la cultura del lavoro: dopo il mito della piena occupazione, sono arrivate le forme di lavoro atipico, relative non solo al mercato del lavoro, ma anche ai modelli produttivi e regolativi, tutte all`insegna della flessibilita`, ma oggi persino la flessibilita` non e` piu` l`unico fenomeno dominante. ora, al centro sembrano esserci la cultura del lavoro di cura, le societa` di servizi. in un panorama sempre piu` frammentario, che rimescola competenze e linguaggi, risalta una sorta di osmosi, di sovrapposizione tra sfera privata e lavoro, per cui un po` dell`una finisce nell`altro e viceversa. processi aperti, all`insegna del lifelong learning, con caratteristiche che per tradizione sono un patrimonio femminile, e che possono diventare una proposta per tutti, per trasformare modi di essere e di porsi, per vivere e per scegliere, per rendere forse piu` libere le nuove generazioni.

l`occidente ha sempre inseguito il sogno di carpire i segreti della cina, della sua prodigiosa vitalita` e ricchezza. e la cina non ha mai amato troppo l`interesse degli stranieri, ai quali ha spesso fatto credere cio` che volevano credere. cosi, in un raffinato gioco di schermi e di specchi, e` nato un altro paese: la cina degli occidentali. rappresentato bene da un nome - cina - che viene utilizzato solo in occidente. di volta in volta, questa cina immaginaria e` stata terra di immense ricchezze (xvii secolo), modello di ogni buona amministrazione (xviii), pronta all`occidente e alla cristianita` (xix), rivoluzionaria pacifica e virtuosa (negli anni della rivoluzione culturale maoista). oggi quel paese appare interessato solo al denaro e all`economia. ma esiste un`altra cina, al di questo luogo sognato nello specchio occidentale? e come riconoscerla? zhou enlai non avrebbe dubbi, come disse a henry kissinger: "i misteri cinesi scompaiono in un solo modo, studiando".

giovanni agnelli non e` stato solo il leader della fiat, dell`ammiraglia del capitalismo italiano. e stato anche uno dei pochissimi esponenti della nostra classe dirigente ad aver raggiunto e mantenuto per quasi cinquant`anni una posizione di particolare rilievo nel gotha internazionale. dai suoi numerosi discorsi nei vari sodalizi e dal suo vasto giro di rapporti e conoscenze al di qua e al di la` dell`atlantico, nonche` dal saggio introduttivo di valerio castronovo, si ha modo di riscontrare quale importanza abbiano avuto la figura e l`opera di agnelli nell`accreditare nel mondo un`immagine di italia impegnata tanto sul fronte della modernizzazione che su quello dell`integrazione europea.

perche` definire olocausto, ossia `sacrificio dove la vittima viene interamente arsa`, l`annientamento di un popolo? quale importanza puo` avere il nome con cui definiamo questa immane tragedia? perche` essa deve avere una denominazione che la identifichi fra tutte quelle avventure dei secoli? i nomi, infatti, definiscono e delimitano la realta`, ma ne costituiscono anche lo specchio, che puo`, a volte, essere usato per banalizzarla, deformarla o addirittura a negarla.

ambientato in una roma immaginaria e monumentale, brulicante di vita e ubriaca di festa, "la principessa brambilla" (1820) racconta l?amore tra l?attore giglio e la sarta giacinta. in una girandola di equivoci e travestimenti gli umili protagonisti si trasformano in sfarzosi principi e si lanciano in furiosi duelli, pazze danze e teneri corteggiamenti fino a un brioso lieto fine. ispirandosi al grande incisore francese jacques callot e giocando con le maschere della commedia dell?arte, e.t.a. hoffmann riflette sulle dualita dell?animo umano, discetta sull?"influsso di un piatto di maccheroni sull?amore" ed evoca con rara maestria il folle spirito del carnevale.

. i famosi quaderni presentati per la prima volta in versione italiana nell`intero arco della loro durata. le parole e la sofferenza che ci portano accanto a beethoven. trentenne, beethoven intuisce che la sua sordita` sara` per sempre. in un momento di disperazione scrive una lettera che non spedira` mai, il testamento di heiligenstadt. e un lucido esercizio di autoanalisi, che gli permette di superare le pulsioni autodistruttive: . negli ultimi dieci anni di vita, il solo modo per comunicare con lui e` scrivere ogni cosa su taccuini dai quali mai si separa. ne rimangono 139, sono i quaderni di conversazione, il materiale biografico piu` intimo grazie al quale possiamo condividere la quotidianita`, il lavoro creativo, la nascita della nona sinfonia e degli ultimi capolavori, la lunga rabbiosa vicenda giudiziaria che lo contrappone alla vedova di suo fratello per ottenere la tutela dell`unico nipote, le sofferenze provocate dall`infermita`. attorno a lui, e alla cerchia ristretta degli amici, nell`europa uscita dalle guerre napoleoniche si rafforzano i regimi della restaurazione, si incendiano i primi moti rivoluzionari. sottratti al controllo della censura, i quaderni, presentati per la prima volta in versione italiana e nell`intero arco della loro durata, rappresentano una testimonianza insostituibile.

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