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quando, la mattina del 9 ottobre 1967, su ordine del generale rene` barrientos e in accordo con gli agenti della cia, il che venne assassinato nella piccola scuola di la higuera dal sergente mario teran, aveva solo 39 anni. mori` l`uomo, ma inizio` un mito che non ha cessato di crescere nei quarant`anni successivi. alberto filippi scava nella mitologia del che con questo lavoro di "archeologia storico-teoretica", cercando di decostruire la formazione dei miti guevaristi sorti di pari passo al decadimento teorico e al crollo politico del marxismo-leninismo, del maoismo e del comunismo sovietico. perche` e` la morte del che a trasformare l`utopia in mito, capovolgendola per sempre al di la` e al di fuori dei diversi contesti storici. laddove il mito del che diventa infine il paradossale precorritore del crollo e del superamento del comunismo, nella ricerca di un nuovo possibile soggetto politico "global-popolare". un`indagine sui rapporti tra utopia e mito: un filo che attraversa la storia dell`occidente da secoli e che gia` marx e sorel, bloch e marcuse, avevano cercato di comprendere, prima che che guevara ne fornisse un`altra spettacolare incarnazione.

il primo viaggio e` quello realizzato nel 1503 da giovanni da empoli, giovane mercante fiorentino, che si imbarca sulle navi che conducono per la prima volta alfonso de albuquerque sulle rive dell`india. e l`inizio di un`avventura che durera` per quindici anni e che vedra` giovanni partecipare ad alcuni dei piu` importanti eventi della prima globalizzazione. tre viaggi in tutto, durante i quali tocchera` le rive del brasile, dell`africa orientale, dell`india, della malesia, di sumatra e della cina e sara` testimone di eventi fondamentali come la battaglia di goa nel 1510, la presa di malacca nel 1511, la prima missione diplomatica portoghese in cina nel 1517. il secondo viaggio e` quello realizzato dall`autore sulle orme di quel suo antenato cinque secoli dopo: goa, malacca, sumatra, canton. oltre a rievocare il viaggio dell`antenato, si raccontano i mutamenti che l`oriente sta vivendo oggi. ognuna delle tappe, di conseguenza, si e` trasformata in un`occasione per esplorare un aspetto del risveglio asiatico e della nuova globalizzazione del mondo: dal boom delle fedi orientali (goa) alla rinascita di citta` stato globali come la malacca dell`epoca (singapore, a soli 200 km di distanza). dai buchi neri della globalizzazione (con la pirateria che fa la sua ricomparsa sulle coste di sumatra), alla questione urbana nel sud della cina (che e` stato il primo laboratorio del capitalismo cinese gia` a partire dall`inizio degli anni `80).

il terrorismo - lo dice la parola stessa - basa tutta la sua potenza sul terrore e la guerra che stiamo combattendo a partire dagli attacchi del settembre 2001 non e` una guerra normale. e una guerra incentrata sulla paura e sulla necessita` di liberarsi dalla paura. quali sono gli obiettivi nascosti degli americani? e quelli di al-qaida? soprattutto, quanto gravi sono i rischi di destabilizzazione globale? a queste domande cerca di rispondere fabio mini, capo di stato maggiore del comando forze alleate sud europa, attualmente comandante dell`operazione di peace keeping nato in kosovo e parte del comitato scientifico della rivista "limes".

nel novembre 1931 un giovane e insospettabile impiegato di banca, faustino sandri, viene arrestato a oneglia, cittadina del ponente ligure. nella sua abitazione, dentro un cesto di biancheria, gli agenti dell`ovra scoprono un ordigno in via di fabbricazione e una notevole quantita` di esplosivo. chi era sandri? con chi era in contatto? quali erano le sue intenzioni? grazie a una minuziosa ricerca d`archivio lorenzo verdolini ricostruisce questa vicenda e s`immerge nel mondo finora poco esplorato del terrorismo politico ai tempi del fascismo.

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