


scritto nel periodo quaresimale del 1598, e` dedicato alla glorificazione di una pietanza quaresimale per eccellenza, l`aringa. questo libello satirico elisabettiano e` in realta` un`esilarante presa in giro degli encomia eroici rinascimentali; racconta infatti, con stile paradossalmente elevato, i benefici dietetici e sociali di questo piatto di magro, ma soprattutto ricostruisce l`origine mitica dell`aringa, metamorfosi dell`eroina alessandrina ero. attorno a questo nucleo narrativo, si dispiega una fitta rete di riferimenti alla vita sociale del periodo e alle battaglie letterarie, che costarono infine all`autore il sequestro di tutte le sue opere.


un libro di storia scritto da un uomo d`azione. la storia e` quella della guerra per il primato politico che cesare, capo del suo esercito, condusse contro pompeo e il senato di roma negli anni 49-48 a.c.. e la storia di un generale e di un cittadino costretto a difendersi contro l`odio, l`arbitrio e la prepotenza del senato; di un uomo che accetta la sfida degli avversari e compie con una sola legione la travolgente avanzata che lo conduce alle porte di roma e poi, incalzando i nemici in fuga, negli abruzzi, nelle puglie, a brindisi per concludere la sua marcia a farsalo, dove vince, in un epico scontro, la sua grande battaglia contro pompeo. resoconto apparentemente oggettivo.