
la formula vuota e ipocrita che denuncia l`attuale "crisi della politica" nasconde, in realta`, una crisi molto piu` profonda e inquietante, che accomuna "tutte le forze della tradizione occidentale": "una "intima mano", assolutamente piu` intima e terribile di quanto possa supporre herder quando, volgendosi al "santo cristo" e al "santo spinoza", si chiede: "quale intima mano congiunge i due in uno?". nel suo nuovo libro, emanuele severino mette a fuoco con precisione questo grande occultamento, accompagnandoci nel "sottosuolo essenziale" del pensiero filosofico del nostro tempo. severino ci mostra anzitutto la conflittualita` e insieme la specularita` di tali forze: l`incerta "identita` europea", improntata dal duumvirato usa-urss, ovvero il piu` potente "monopolio legittimo della violenza" dell`ultimo secolo; il marxismo defunto e un capitalismo incapace di offrire alternative all`incremento del profitto privato quale "scopo supremo" della societa`; il cristianesimo e l`islam come opposti dogmatici accomunati da una rigida connotazione antimoderna; lo stato e la chiesa, distinti sulla base di un concordato "ambiguo" che lede le ragioni di entrambi. al tempo stesso, severino rileva come tutte quelle forze convergano nell`asservimento a una "tecnica" modellata dal "sapere ipotetico" della scienza e fondata sul solo "valore della potenza", e dunque sintesi estrema dell`"errore" dell`occidente: l`"agire" come un carattere separato dall`essere.

al centro di questo libro si trova un sogno, l`unico che baudelaire abbia raccontato. entrare in quel sogno e` immediato, uscirne difficile, se non attraversando un reticolo di storie, di rapporti e di risonanze che coinvolgono non solo baudelaire ma cio` che lo circonda. dove spiccano due pittori di cui baudelaire scrisse con stupefacente acutezza: ingres e delacroix; e due altri che solo attraverso baudelaire possono svelarsi: degas e manet. secondo sainte-beuve, perfido e illuminato, baudelaire si era costruito un "chiosco bizzarro, assai ornato, assai tormentato, civettuolo e misterioso", che chiamo` "la folie baudelaire" (folies era il nome settecentesco di certi padiglioni dedicati all`ozio e al piacere), situandolo sulla "punta estrema del kamcatka romantico". ma in quel luogo desolato, in una terra ritenuta dai piu` inabitabile, non sarebbero mancati i visitatori. anche i piu` opposti, da rimbaud a proust. anzi, sarebbe diventato il crocevia inevitabile per cio` che apparve da allora sotto il nome di letteratura. qui si racconta la storia, discontinua e frastagliata, di come "la folie baudelaire" venne a formarsi e di come altri si avventurassero a esplorare quelle regioni. un storia fatta di storie che tendono a intrecciarsi, e per alcuni decenni ebbero come sfondo le stesse strade di parigi.

non sempre un`opera prima segna la nascita di uno scrittore. ma se si tratta di william faulkner, e se la materia del romanzo ha il sapore di un regolamento di conti, o di un risarcimento, il miracolo puo` avvenire. quando "la paga dei soldati" esce per la prima volta, nel 1926, faulkner ha trascorso gli otto anni dalla fine della grande guerra raccontando episodi del conflitto; e l`impressione che il lettore comune ricava dal libro e` che il suo protagonista, il tenente donald mahon, sia un alter ego dell`autore. cosi` non e`, dal momento che faulkner, scartato dall`aviazione americana per un problema di centimetri e poi arruolatosi sotto falso nome in quella canadese, non aveva fatto in tempo a partire per l`europa prima dell`armistizio: dunque non era stato, come mahon, orribilmente ferito in combattimento, ne` aveva dovuto attraversare una tormentosa convalescenza affidandosi alle cure di tre donne la sensuale fidanzata cecily, "insincera come un sonetto francese", la governante emmy, sua amante anni prima per una sola notte, e la giovane vedova margaret powers. il dolore e le passioni di mahon - o di quanto resta di lui si trasformano cosi` in quell`urlo che di faulkner diverra` piu` tardi l`emblema: e in un magnifico furore che investe le passioni e le miserie di un intero microcosmo, su su fino alla "muta cacofonia dorata delle stelle".

da qualsiasi angolo provengano - dalle sale borsa o dai laboratori di ricerca, dagli studi dei giuristi o dalle pagine di internet - le descrizioni della scena contemporanea concordano nel tratteggiare una situazione che si sottrae a qualsiasi forma di controllo. forse per questo, paradossalmente, il diritto produce leggi a un ritmo senza precedenti nella storia conosciuta. e forse per questo dove il diritto viene disatteso si invoca il rimedio dell`etica. ma diritto ed etica possono molto poco per arginare comportamenti che ovunque assumono sempre piu` spesso le forme di un`illegalita` diffusa e diffusamente accettata. in questo libro l`autore ricerca una possibile via d`uscita dal labirinto in cui sembrano intrappolate le societa` in cui viviamo.

all`apparire di questo saggio, nel 1967, la scena letteraria italiana si presentava piuttosto agitata. lo spazio era diviso fra i difensori di un establishment che vantava come glorie opere spesso mediocri e i propugnatori della neoavanguardia. manganelli fu assegnato (e si assegno` egli stesso) a quest`ultimo campo. la sua letteratura rivendicava un`ascendenza piu` remota e insolente: quella della letteratura assoluta. una concezione per cui la ricerca del "vero" risultava interessante, in quanto materiale per nutrire una finzione onniavvolgente quale e`, nella sua ultima essenza, la letteratura. questo saggio portava allo scoperto la natura menzognera della letteratura, analizzando autori come carroll e stevenson, nabokov e dickens, dumas e rolfe.

il romanzo racconta le vicissitudini e le avventure di un gruppo di ragazzi, ambientate nella tarda primavera del 1918, in una cittadina dell`alta ungheria lontana dal fronte, dove la vita, placida e sonnacchiosa in apparenza, e` profondamente inquinata dalle venefiche esalazioni della guerra. abbandonati a se stessi mentre i padri combattono chissa` dove, i giovani in bali`a dei demoni della loro "rivolta contro l`utile e il pratico", dichiarano guerra al mondo degli adulti inventandosi giochi molto, troppo pericolosi. un oscuro commediante, che diventa il loro mentore occulto coinvolgendoli nelle sue trame perverse, li trascinera` verso un epilogo tragico e inevitabile.

in questo libro salamov ripercorre l`epoca della sua infanzia e formazione a vologda, citta` del nord nivea e cupoliforme, densa di significati sovrapposti nella storia russa - primo fra tutti quello di essere stata citta`-simbolo dei confinati politici sotto gli zar. con naturalezza, cercando di mantenere sempre la "percezione giovanile degli eventi" e oscillando nel tempo come seguisse il "mugghiante dondolio dello sciamano" (e di ascendenze sciamaniche era la sua famiglia), salamov e` riuscito a mescolare la corrente della sua vita al turbinoso flusso dela storia russa, senza mai distaccarsi dal tono fondamentale della sua opera.


i testi teatrali di derek walcott, premio nobel 1992, e in particolare quelli qui pubblicati, sono tappe di un viaggio a ritroso, attraverso le tenebre, verso i primordi. ti-jean e i suoi fratelli fu messo in scena per la prima volta al little carib theatre di port of spain, trinidad, nel 1958 ed e` imminente la sua rappresentazione in italia. sogno sul monte della scimmia ebbe la prima esecuzione al central library theatre di toronto nel 1967. in entrambi l`azione si svolge in un`isola delle indie occidentali.

come sempre candido e scaltro twain irride ogni cosa, dal governo centrale ai coyote e ci offre una sequenza di 79 capitoli che sono ciascuno un piccolo romanzo, con la prodigalita` di un giocatore di roulette che per una volta e` uscito dalla bisca per farsi ripulire. ogni capitolo e` una chiacchierata intorno al fuoco e la somma di queste chiacchiere e` un`epopea. twain ride per sopravvivere, e far sopravvivere, in mezzo agli orrori e allo splendore del west.

























grande saggista gadda lo e` sempre stato: sin dal 1927, quando e` apparsa su

Angelicum 1973 STA9015. Concerti in Re min. BWV 974; Sol min. BWV 985; Do mag. BWV 984; Sol mag. BWV 986; Re min. BWV 987. Clavicembalo: Janos Sebestyen.

a roma, il 31 dicembre 1990, una sedicenne si prepara per la sua prima festa di capodanno: indossa un maglione preso alla caritas, ha truccato in modo maldestro la sua pelle scura, ma e` una ragazza fiera e immagina il nuovo anno carico di promesse. non sa che proprio quella sera si compira` per lei il destino che grava su tutta la sua famiglia: mentre la televisione racconta della guerra civile scoppiata in somalia, il jirro scivola dentro il suo animo per non abbandonarlo mai piu`. jirro e` una delle molte parole somale che incontriamo in questo libro: e` la malattia del trauma, dello sradicamento, un male che abita tutti coloro che vivono una diaspora. nata in italia da genitori esuli durante la dittatura di siad barre, igiaba scego mescola la lingua italiana con le sonorita` di quella somala per intessere queste pagine che sono al tempo stesso una lettera a una giovane nipote, un resoconto storico, una genealogia familiare, un laboratorio alchemico nel quale la sofferenza si trasforma in speranza grazie al potere delle parole. parole che, come un filo, ostinatamente uniscono cio` che la storia vorrebbe separare, in un racconto che con il suo ritmo ricorsivo e avvolgente ci svela quanto vicende lontane ci riguardino intimamente: il nonno paterno dell`autrice, interprete del generale graziani durante gli anni infami dell`occupazione italiana; il padre, luminosa figura di diplomatico e uomo di cultura; la madre, cresciuta in un clan nomade e poi inghiottita dalla guerra civile; le umiliazioni della vita da immigrati nella roma degli anni novanta; la mancanza di una lingua comune per una grande famiglia sparsa tra i continenti; una malattia che giorno dopo giorno toglie luce agli occhi. come una moderna cassandra, igiaba scego depone l`amarezza per le ingiustizie perpetrate e le grida di dolore inascoltate e sceglie di fare della propria vista appannata una lente benevola sul mondo, scrivendo un grande libro sul nostro passato e il nostro presente, che celebra la fr

Bis 1994.

Bis 2003.

Decca 2015.

2 CD. Who's Next / Life House, la versione Deluxe in doppio CD presenta il disco con la nuova rimasterizzazione ed un secondo CD con una serie di canzoni tratte dal Super Deluxe Box Set. 21 canzoni in totale con 8 brani inediti e 4 tracce remixate ex novo. Il cofanetto contiene anche un libretto di 20 pagine con note di Andy Neil e foto e memorabilia del periodo

nel "giorno piu` caldo di una delle estati piu` calde che si ricordino", federico desideri, giovane giornalista di belle speranze ma di scarse soddisfazioni, riceve dal direttore della rivista "di nicchia" con cui collabora l`incarico di andare a roma a intervistare un famoso regista, autore di un film di strepitoso successo al centro del quale giganteggia un memorabile, fascinoso cialtrone. federico scoprira` ben presto che il regista e` latitante, ma in compenso, nel corso di una serata mondana, gli verra` indicato colui che di quel personaggio si dice sia stato il modello: barry volpicelli. sorta di psicopompo a meta` strada tra un pifferaio magico e il bruno cortona del sorpasso, barry condurra` federico in un luogo incantato: il paradiso, immenso compound di ville e bungalow sgarrupati sul litorale laziale, dove vive in compagnia di un ristretto gruppo di vecchi freak amabili e strampalati. un ambasciatore che accumula prodotti di discount, un ginecologo a riposo che alleva galline ornamentali, il principe gelasio aldobrandi che - in preda a una perenne angoscia "misticoaraldica" - persegue il sogno irrealizzabile di un erede, una coppia di lesbiche che rimpiangono i giorni fasti in cui venivano invitate in vaticano da papa ratzinger, una ex bellona che accusa l`intero cinema italiano di averle rubato le idee e, non ultime, la prima e la seconda signora volpicelli. fra interminabili conversazioni di delirante futilita`, e una notte in cui qualcuno rischia di uccidere uno degli ospiti, fra l`arrivo di una celebre influencer e una morte sospetta, molte sono le cose che il giovane federico vedra` e imparera` durante il suo soggiorno al paradiso. fino al momento in cui si rendera` conto di non poterne, o non volerne, piu` uscire.