
se nasci in afghanistan, nel posto sbagliato e nel momento sbagliato, puo` capitare che, anche se sei un bambino alto come una capra, e uno dei migliori a giocare a buzul-bazi, qualcuno reclami la tua vita. tuo padre e` morto lavorando per un ricco signore, il carico del camion che guidava e` andato perduto e tu dovresti esserne il risarcimento. ecco perche` quando bussano alla porta corri a nasconderti. ma ora stai diventando troppo grande per la buca che tua madre ha scavato vicino alle patate. cosi`, un giorno, lei ti dice che dovete fare un viaggio. ti accompagna in pakistan, ti accarezza i capelli, ti fa promettere che diventerai un uomo per bene e ti lascia solo. da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di enaiatollah akbari e l`incredibile viaggio che lo portera` in italia passando per l`iran, la turchia e la grecia. un`odissea che lo ha messo in contatto con la miseria e la nobilta` degli uomini, e che, nonostante tutto, non e` riuscita a fargli perdere l`ironia ne` a cancellargli dal volto il suo formidabile sorriso. enaiatollah ha infine trovato un posto dove fermarsi e avere la sua eta`.questa e` la sua storia.

"il premio nobel 2009 a herta muller riporta alla nostra attenzione questo romanzo per tanti aspetti autobiografico, scritto subito dopo il passaggio dell`autrice dalla romania alla germania ovest (1987) e pubblicato nel 1989 alla vigilia della caduta del muro di berlino. si tratta di una delle prime e piu` forti testimonianze della difficolta` di vivere quel passaggio. e un`opera che racconta, infatti, l`esperienza di fuga da una dittatura e il travaglio di un esilio volontario, tanto cercato quanto doloroso e traumatico; della nostalgia e della perdita, della vita nomadica, di una coazione al movimento attraverso stazioni grandi e piccole, su treni, scompartimenti, sale d`aspetto e lungo binari. con uno stile secco e tagliente, con un racconto senza ornato e senza tentazioni sentimentali, con una lingua alla quale restera` sostanzialmente fedele negli anni, herta muller fissa quasi ossessivamente gli oggetti e i gesti minimi di una vita tra confini e non-luoghi, racconta gli amori, le inibizioni e i ricordi di una giovane donna, il suo disagio di fronte a nuove relazioni umane. questo romanzo, nel quale si intrecciano e si confondono valenze simboliche e dati di realta`, costituisce senza dubbio una tappa centrale nel coerente percorso di scrittura che ha portato herta muller ad ottenere il massimo riconoscimento internazionale". (maria fancelli)


la milano di meta` ottocento e` una citta` che sa conservare i suoi segreti. un filo invisibile, per esempio, lega l`elegante palazzo di brera - nel quale vivono i discendenti di cesare beccaria - agli antri malfamati del bottonuto, il quartiere del vizio che si nasconde tra le pieghe dell`abitato, come un bubbone sotto un vestito di gala. lungo questa traiettoria imprevedibile, che dal salotto dell`anziana marchesina giulia conduce alla bisca su cui regna il losco faggini, si muove con abilita` pari alla sorpresa il barone di cerclefleury, il bell`avventuriero francese che si proclama seguace di franz anton mesmer e suo discepolo negli arcani del magnetismo. da un susseguirsi di intrighi e macchinazioni, promesse mirabolanti e destini mancati, emerge la figura di evaristo tirinnanzi, il contabile al servizio dei beccaria: sara` lui, incalzato dall`ombra di un doppio che spesso prende la parola al posto suo, a guidare l`intrepido cerclefleury nei meandri di una realta` che non e` mai quella che appare, fino alla rivelazione disarmante dell`identita` di quell`altro. opera di uno scrittore in stato di grazia, poco a me stesso e` il racconto della vita ipotetica, esatta e mentita di alessandro manzoni: una fantasmagoria condotta sul filo dell`inverosimiglianza e sorretta da una liberta` espressiva che reinventa, rendendola attuale, la lingua italiana di due secoli fa.

il cielo muta di colore. ogni mattina macchie viola e rossastre solcano le nubi delle montagne occidentali, alimentando timori e affanni nei sopravvissuti. trascorsi tre anni dalla sciagura, nel piccolo borgo di piedimulo, una comunita` di contadini vive nascosta, protetta dai grandi massi di una frana. oltre il villaggio c`e` il ruscello e oltre ancora ci sono i lupi. scampata dalla metropoli in fiamme, nina ha dodici anni. persi madre e padre durante gli anni della ferocia, ora vive con i nonni a piedimulo. ma la ragazzina riconosce i segnali nel cielo e sa che un oscuro nemico sta bussando di nuovo alle porte. affiancata da personaggi leggendari, nina sara` costretta a crescere in fretta, affrontando un appassionante percorso nei miti ancestrali della natura, alla disperata ricerca di una nuova fondazione umana. torna alessandro bertante con una storia di terra e ghiaccio, magia e spirito, che regola i conti con la modernita` rinnovandone l`immaginario apocalittico.

a capo di un corteo di politici, giornalisti, medici, orchestrali e maggiordomi, nel suo viaggio elettorale tra i paesi della basilicata, giuseppe zanardelli diventa l`eroe leggendario di un mondo decrepito e visionario, abituato a patire le ingiustizie della storia, ma desideroso anche di mostrare un volto festoso e scanzonato. e mentre la carovana si inerpica a bordo di treni e diligenze sui monti di una lucania che attende il suo passaggio a suon di bande e fuochi pirotecnici, un fotografo raccoglie pericolosi segnali di complotto.

con uno stile ironico e distaccato, andra`s vajda, il protagonista, racconta la sua educazione sentimentale, concentrandosi "non tanto sulla personalita` del narratore, quanto sui dilemmi universali dell`amore", in un memoriale molto selettivo che "si rivolge agli uomini giovani ed e` dedicato alle donne mature" e tratta del "legame tra gli uni e le altre". andra`s non e` un dongiovanni preso dalla parte del gran conquistatore, che distribuisce a potenziali discepoli consigli di seduzione. "non sono un esperto di sesso" scrive, "ma sono stato un buon allievo delle donne che ho amato, e cerchero` di rievocare le esperienze felici e infelici che, penso, hanno fatto di me un uomo".
