




giunto ormai al capitolo decisivo della vita, il barone be`la wenckheim torna nel paese natio in una sperduta provincia ungherese. la sua e` una figura avvolta nel mistero: chi lo incrocia lo descrive come inverosimilmente pallido, magro e alto come un grattacielo, occhi neri, sguardo trasognato. a causa dei debiti di gioco e` fuggito da buenos aires, dove viveva in esilio, e non desidera altro che riunirsi al grande amore di gioventu`, la sua marietta o marika: lui la chiama marietta, ma per tutti gli altri e` marika. il viaggio del barone si intreccia con quello del professore, uno dei massimi esperti mondiali in muschi e licheni, che a sua volta si ritira dagli allori accademici per rinchiudersi in un selvatico eremitaggio e dedicarsi a faticosi esercizi di esenzione dal pensiero nelle immediate vicinanze della citta` di be`la wenckheim. il ritorno del barone, che nella tensione dell`attesa e` foriero di ricchezza per tutti, e` ammantato da un rincorrersi di voci e da un turbine di pettegolezzi; attraverso le pagine graffianti dei giornali scandalistici ci immergiamo nella realta` del mondo ungherese e nella condizione di precarieta` non solo economica in cui versa. ma cosa succede se il messia tanto atteso non porta con se` la salvazione ma anzi il giudizio universale? un romanzo visionario che racconta l`assurdita` del presente al ritmo di una marcia funebre.



