
Sabato 12 Aprile 2025
LIVE MUSIC
davanti a CARU'
INFO:
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15:00 - ANDREA PARODI & BORDELOBO
15:30 - MICHAEL MCDERMOTT
16:00 - MASSIMO PRIVIERO
16:30 - DANIELE TENCA
17:00 - EMANUELE FILIPPINI & DANIELE GOZZETTI
17:30 - LUCA ROVINI
18:00 - AZIRONA PARKER
18:30 - ENRICO BOLLERO
19:00 - EDWARD ABBIATI & THE RATTLING CHAINS

All The Eye Can See, sedicesimo album di Joe Henry, è uno dei suoi dischi più riusciti.Cantautore, musicista raffinato, produttore, Joe ha fatto un disco che scende nel profondo, struggente e coinvolgente, con una serie di musicisti di indubbio spessore al suo servizio. Da Jay Bellerose a Bill Frisell. Marc Ribot. John Smith, Levon Henry, figlio di Joe, Madison Cunningham, Milk Carton Kids etc All The Eye Can See è un disco bello e profondo, costruito sulla voce del protagonista, con una strumentazione molto espressiva che ne detta le basi. Copia non sigillata.

Ci sono dischi fatti di canzoni costruite con grande dispendio di arrangiamenti, dischi con ospiti importanti, con geniali produttori e con marketing manager fantasiosi.Ce ne sono altri, rari, in cui l’atmosfera regna sovrana, in cui le canzoni che raccontano storie, a volte di non facile comprensione, arrivano al cuore degli ascoltatori.Bene, Gospel According to Water è uno di questi.e per questo motivo è uno dei dischi più belli di questa ricca annata. Un disco intimista, ricco di canzoni affascinanti, piene di poesia. Un disco che conferma la bravura di Joe Henry, cantautore, autore, musicista ed anche produttore di vaglia. Gospel According to Water è sicuramente tra le sue opere più riuscite. E, non dimentichiamoci, Joe Henry ha prodotto, tra gli altri, quattro dischi premiati con il Grammy: Don't Give Up On Me (Solomon Burke), Genuine Negro Jig (Carolina Chocolate Drops), A Stranger Here (Ramblin' Jack Elliott), Slipstream (Bonnie Raitt).

Proseguendo la linea stilistica di Reverie ed Invisibile Hour, gli ultimi due lavori, Henry continua un discorso da cantautore puro, mischiando suoni pressochè perfetti ad una scrittura moderna, folk oriented. Naturalmente il disco è elettrico, con influenze jazz, e le canzoni sono superbe, cesellate sui testi ( ultimamente Joe legge molti poeti ). Thrum, titolo pressochè intraducibile, è un disco intenso, strumentato in modo ineccepibile e cantato con passione. Se amate la canzone d'autore, non fatevelo sfuggire. Sicuramente tra i più belli di quest'anno.

Al suo tredicesimo disco come solista, Joe Henry firma il suo capolavoro. Invisibile Hour è un lavoro molto bello, profondo, di una intensità straordinaria. Joe mette a profitto la sua esperienza come produttore e si produce il disco perfetto, coadiuvato da musicisti in grande spolvero. Il suono, la ricerca del suono, che avvolge le canzoni, è unico, e Joe lo ha ormai fatto suo. Al resto ci pensano le canzoni, una serie di ballate splendide, che risentono dell'influenza del Van Morrison di Astral Weeks. Grande disco!