
c`e` una piccola isola, nel mare interno di seto, che ha la forma di un`elica e non piu` di centocinquanta abitanti. proprio li`, nell`ufficio postale di awashima, vengono conservate tutte le lettere spedite a un destinatario irraggiungibile: un amore perduto eppure ancora presente, la ragazza che leggeva kawabata su un autobus a roma, l`inventore del fon, il giocattolo preferito d`infanzia, il primo bacio che tarda ad arrivare. come messaggi in bottiglia, sono parole lasciate andare alla deriva che non aspettano una risposta. perche` scrivere puo` curare, tenere compagnia, aiutarci a decifrare il mondo, o la nostra stessa anima. "tutto il senso dello scrivere queste lettere e`, precisamente, scriverle". un romanzo felice, pieno d`incanto, sulla potenza della scrittura e sulla meraviglia che puo` nascere dalla fiducia nelle relazioni, anche quelle con gli sconosciuti. risa sbarca ad awashima in un mattino freddo di primavera, con se` ha una sacca misteriosa gonfia di buste. l`isola e` bellissima, piena di luce, ma si sta spopolando: le scuole chiudono e gli abitanti invecchiano. eppure proprio li` c`e` un minuscolo ufficio postale davvero unico. raccoglie tutta la corrispondenza che, da ogni parte del giappone e del mondo, viene imbucata ma non e` possibile recapitare al destinatario. "awashima e` l`indirizzo che ha preso in carica tutti gli indirizzi perduti della terra". risa si e` offerta di catalogare le tantissime lettere arrivate in dieci anni all`ufficio postale alla deriva (e` questo il suo nome). chi scrive al marito che non c`e` piu`, chi al proprio cuscino, chi chiede perdono a una lucertola a cui da bambino ha rubato la coda, chi si rivolge alla vecchia vicina di casa che gli leggeva libri quando era piccolo, chi manda cartoline alla madre che diventera`, augurandosi di saper trasmettere l`allegria. un lavoro enorme, quello che si e` presa in carico risa, come setacciare l`oceano, ma lei lo fa per ragioni di cuore. perche` suo padre e` un postino, e ha l

una storia luminosa e potente come un talismano, che ha il dono di guarire tutte le ferite. comprese quelle dell`anima. nero mezzanotte con una punta di luna, indaco che sa di mirtillo, giallo della pesca matura un attimo prima che si stacchi dal ramo: mio sa cogliere e nominare tutti i colori del mondo. ha appreso l`arte dei dettagli invisibili guardando danzare ago e filo sui kimono da sposa, e ora i colori sono il suo alfabeto, la sua bacchetta magica, il suo sguardo segreto. aoi, invece, accompagna le persone nel giorno piu` buio: lui prepara chi se ne va e, allo stesso modo, anche chi resta. conosce i gesti e i silenzi della cura. all`inizio sembra l`amore perfetto, l`incanto di chi scopre una lingua comune per guardare al di la` delle cose. ma il loro incontro non e` avvenuto per caso.

un viaggio lungo un anno, da mutsuki, gennaio,

illustrato da igort. sul fianco scosceso di kujira-yama, la montagna della balena, si spalanca un immenso giardino chiamato bell gardia. in mezzo e` installata una cabina, al cui interno riposa un telefono non collegato, che trasporta le voci nel vento. da tutto il giappone vi convogliano ogni anno migliaia di persone che hanno perduto qualcuno, che alzano la cornetta per parlare con chi e` nell`aldila`. quando su quella zona si abbatte un uragano di immane violenza, da lontano accorre una donna, pronta a proteggere il giardino a costo della sua vita. si chiama yui, ha trent`anni e una data separa quella che era da quella che e`: 11 marzo 2011. quel giorno lo tsunami spazzo` via il paese in cui abitava, inghiotti` la madre e la figlia, le sottrasse la gioia di essere al mondo. venuta per caso a conoscenza di quel luogo surreale, yui va a visitarlo e a bell gardia incontra takeshi, un medico che vive a tokyo e ha una bimba di quattro anni, muta dal giorno in cui e` morta la madre. per rimarginare la vita serve coraggio, fortuna e un luogo comune in cui dipanare il racconto prudente di se`. e ora che quel luogo prezioso rischia di esserle portato via dall`uragano, yui decide di affrontare il vento, quello che scuote la terra cosi` come quello che solleva le voci di chi non c`e` piu`. e poi? e poi yui lo avrebbe presto scoperto. che e` un vero miracolo l`amore. anche il secondo, anche quello che arriva per sbaglio. perche` quando nessuno si attende il miracolo, il miracolo avviene. laura imai messina ci conduce in un luogo realmente esistente nel nord-est del giappone, toccando con delicatezza la tragedia dello tsunami del 2011, e consegnandoci un mondo fragile ma denso di speranza, una storia di resilienza la cui piu` grande magia risiede nella realta`.