
il giorno della liberazione di roma dentro gli occhi di un ragazzino. una storia raccontata per trent`anni, poi ramificata nella memoria e nella fantasia, dove il bombardamento di san lorenzo puo` stare accanto alla leggenda del barbiere dalle mani belle e il rastrellamento del quadraro si trasforma nella parabola delle mosche pacifiche e perfette. nelle pagine di ascanio celestini, cosi` come nei suoi spettacoli, non resta che arrendersi all`incantesimo della grande narrazione. il testo nasce da una storia vera raccontata all`autore dal padre, gaetano celestini detto nino. lo spettacolo "scemo di guerra" ha esordito alla biennale di venezia e questo libro non e` il testo dello spettacolo ma una versione romanzesca dello stesso spunto.

"il manicomio e` un condominio di santi. so` santi i poveri matti asini sotto le lenzuola cinesi, sudari di fabbricazione industriale, santa la suora che accanto alla lucetta sul comodino suo si illumina come un ex-voto. e il dottore e` il piu` santo di tutti, e` il capo dei santi, e` gesucristo". cosi` ci racconta nicola i suoi 35 anni di "manicomio elettrico", e nella sua testa scompaginata realta` e fantasia si scontrano producendo imprevedibili illuminazioni. "raccolgo memorie di chi ha conosciuto il manicomio un po` come facevano i geografi del passato. questi antichi scienziati chiedevano ai marinai di raccontargli com`era fatta un`isola, chiedevano a un commerciante di spezie o di tappeti com`era una strada verso l`oriente o attraverso l`africa. dai racconti che ascoltavano cercavano di disegnare delle carte geografiche. ne venivano fuori carte che spesso erano inesatte, ma erano anche piene dello sguardo di chi i luoghi li aveva conosciuti attraversandoli. cosi` io ascolto le storie di chi ha viaggiato attraverso il manicomio non per costruire una storia oggettiva, ma per restituire la freschezza del racconto e l`imprecisione dello sguardo soggettivo, la meraviglia dell`immaginazione e la concretezza delle paure che accompagnano un viaggio". (ascanio celestini)