
orano e` colpita da un`epidemia inesorabile e tremenda. isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la citta` diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un`umanita` al limite tra disgregazione e solidarieta`. la fede religiosa, l`edonismo di chi non crede alle astrazioni ne` e` capace di "essere felice da solo", il semplice sentimento del proprio dovere sono i protagonisti della vicenda; l`indifferenza, il panico, lo spirito burocratico e l`egoismo gretto gli alleati del morbo. scritto da camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, "la peste" e` un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi.


considerata a pieno titolo opera integrante della trilogia dell`assurdo insieme con "lo straniero" e "il mito di sisifo", "caligola" rappresenta, attraverso le crudelta` di questo folle imperatore, dietro a cui tutti gli intellettuali dell`epoca riconobbero hitler, la lotta tra la presa di coscienza da parte dell`individuo e l`incapacita` di ribellarsi al tiranno di una classe politica e intellettuale che ha perso la propria identita` culturale. camus dedico` alla stesura di quest`opera teatrale quasi vent`anni, rielaborandola diverse volte, tanto che le tre stesure definitive presentano differenze significative l`una dall`altra. quella qui presentata, l`ultima, del 1958, mette in scena la follia di caligola e la tirannia feroce che ne consegue, alimentate dal dolore per la morte di drusilla, sua sorella e amante. l`imperatore, incapace di accettare la dolorosa realta`, decide di sfogare il proprio patimento in una violenza disumana, ma il suo delirio di onnipotenza e la sua forza distruttiva lo porteranno ad annientare anche se` stesso.

questa raccolta di racconti, pubblicata nel 1957, e` l`ultima opera che camus pubblico` prima di morire improvvisamente nel 1960. pervasi da un senso di insoddisfazione, solitudine e fallimento i protagonisti di queste storie, ambientate nei luoghi piu` disparati, dall`algeria a parigi al brasile, attraversano la vita, ovvero "l`esilio", nel vano tentativo di raggiungere "il regno", quella dimensione fatta di felicita`, verita` e solidarieta`.

pubblicato nel 1942, "lo straniero" e` un classico della letteratura contemporanea: protagonista e` meursault, un modesto impiegato che vive ad algeri in uno stato di indifferenza, di estraneita` a se stesso e al mondo. un giorno, dopo un litigio, inesplicabilmente meursault uccide un arabo. viene arrestato e si consegna, del tutto impassibile, alle inevitabili conseguenze del fatto - il processo e la condanna a morte - senza cercare giustificazioni, difese o menzogne. meursault e` un eroe "assurdo", e la sua lucida coscienza del reale gli permette di giungere attraverso una logica esasperata alla verita` di essere e di sentire. un romanzo tradotto in quaranta lingue, da cui luchino visconti ha tratto nel 1967 l`omonimo film con marcello mastroianni. introduzione di roberto saviano.

quest`opera e` l`adattamento teatrale dei demoni di dostoevskij: viene rappresentata nel 1959, un anno prima della morte di camus. e l`opera che lo scrittore ha in mente da sempre, a cui ha lavorato con ostinazione e che considera "uno dei quattro o cinque libri al di sopra di tutti gli altri". "i demoni" e` un libro profetico, non solo perche`, come dice camus, "annuncia il nichilismo dell`uomo moderno, ma anche perche` descrive alla perfezione il disagio dell`uomo ad accettare la finitezza del suo essere nel mondo".



