
"ultimi scritti" non rappresenta solo l`ultima opera di charles baudelaire ma anche la sua opera definitiva e assoluta. si condensa in essa tutto l`odio per l`orrore della vita del suo tempo, tutta la sua ansia di riscatto e di salvezza. nietzsche, proust, valery riconobbero in queste pagine una vertiginosa anticipazione della propria opera: nietzsche affermo` che qui si mostrava l`autore del moderno; proust scrisse che mai dopo i profeti di israele, si era giunti a un tono cosi` intenso e disperato; valery disse che le affermazioni di questi scritti superavano per intensita` quelle di pascal. questi tre frammenti, sorti all`interno di un progetto di opera unitaria, costituiscono in ogni modo un modello per la riflessione della modernita`.

il meridiano offre al lettore un ampio numero di testi, allargando la scelta a tutti i campi in cui si e` mossa la ricerca baudelairiana: poesia, prosa, critica. tutte le traduzioni sono nuove, accomunate dal proposito di restare il piu` possibile fedeli ai toni e ai registri fondamentali della scrittura di baudelaire. le singole sezioni sono precedute da brevi introduzioni.




un poema in prosa con due protagonisti: baudelaire e la sua citta`, parigi, con la sua folla, la sua solitudine, il suo fumo, il suo cielo, le prostitute, le osterie, i saltimbanchi, le vetrine, i poveri, gli ubriachi. il poeta raccoglie alcune divagazioni autobiografiche e critiche, sospese tra diario intimo e allegoria. una serie aperta e iincmpiuta di frammenti che esprimonoil suo "amore e orrore per il presente, il senso della letteratura e della poesia come evasione impossibile e denuncia impotente", come dice berardinelli nella sua introduzione a quest`opera.

il saggio di baudelaire su wagner e` una meditazione sulla musica, sui riverberi e le corrispondenze che trascorrono tra il linguaggio musicale e gli altri linguaggi dell`arte. e allo stesso tempo una appassionata difesa del nuovo, dell`invenzione e dell`azzardo che definiscono e rendono vivo il lavoro dell`artista, qualunque sia il suo linguaggio specifico. l`occasione e` data da due eventi parigini: i concerti wagneriani al the`a`tre des italiens, diretti dallo stesso compositore (1860) e la "prima" del tannha`user all`ope`ra nel marzo del 1861, il cui terzo atto e` sommerso dal tumulto della contestazione. presenti alla "prima", con baudelaire e gautier, molti poeti e artisti difensori di wagner, ma anche musicisti come gounod, offenbach, berlioz.

baudelaire e` un poeta difficile da racchiudere in formule, non perche` la sua opera sia sfuggente, ma perche` varia e complessa, densa di significati e ricca di echi profondi. con un`immagine molto efficace, michel butor l`ha definito "il perno attorno a cui la poesia ruota per diventare moderna". "io voglio illuminare le cose con il mio spirito e proiettarne i riflessi sugli altri spiriti": le "cose" baudelairiane non sono solo gli oggetti poetici tradizionali, ma nuove dimensioni di realta` aperte dalla rivoluzione borghese e industriale, come la realta` urbana, il disadattamento, il vizio e la malattia, che con potente naturalezza il poeta sa comporre in un tessuto di musicalita` e ritmo straordinari.

composti tra il 1850 e il 1859, questi testi raccolgono le riflessioni di baudelaire sull`hascisc e sulle droghe leggere, fortemente influenzate da un lato dalla sua esperienza personale, dall`altro dall`esempio dell`"ebrezza" di poe e delle "confessioni di un mangiatore d`oppio" di de quincey. se in un primo tempo il grande poeta francese riflette sul parallelismo emotivo tra lo stato di eccitazione provocato dall`hascisc e l`invasamento lirico, ben presto si accorge pero` che le droghe possono solo limitarsi a scimmiottare l`arte, rivelando l`illusorieta` dei paradisi che sono in grado di creare. il libro contiene uno scritto di jean-paul sartre.



non si puo` dire che il moderno sia veramente nato finche` baudelaire non comincia ad annotare le stenografie del suo


