
antonin artaud cercava, al messico, i tarahumara - la "razza degli uomini perduti" - e, introdotto nella tribu`, si trovera` rovesciato e quasi inchiodato per sempre "dall`altra parte delle cose", che era gia` la condizione naturale della sua coscienza e il suo destino. artaud raccontera` questo viaggio in "al paese dei tarahumara", il suo libro piu` perfetto, scritto sulla superficie di un metallo abbacinante. qui si trovano i suoi testi piu` difficili e piu` ricchi. nessuno schermo copre la sua voce, ogni pretesto deviante e` caduto.

ne "l`arte e la morte" il genio visionario di artaud si autorappresenta in una sorta di affresco gotico, un racconto per scene visto come la partitura di un dramma interiore, una sorta di rappresentazione tra il sacro e il profano che nel rapporto sessuale e nelle sue implicazioni riflette le movenze di uno psicodramma interiore.

la nobile e potente famiglia romana che, alla fine del cinquecento, vide la maggior parte dei suoi membri finire di morte violenta. Con I Cenci - che «non sono ancora il Teatro della Crudeltà, ma lo preparano» -, rappresentati al Théâtre des Folies-Wagram in prima di gala il 6 maggio 1935, Artaud rinnova il mito, immergendolo nella disperazione esistenziale e nella crudeltà del suo tempo, sorta di grido d'allarme per l'imminente distruzione della civiltà.

nel settembre del 1937 antonin artaud venne arrestato a dublino, dov`era andato per restituire agli irlandesi il bastone di san patrizio. espulso come

